In riferimento al nostro intervento riguardo l’arrivo di otto profughi del Gambia nel comune di Massa Martana, siamo soddisfatti di aver ottenuto un incontro pubblico presenziato dal Sindaco Bruscolotti, dal Prefetto di Perugia Dott. Antonio Reppucci e da alcuni responsabili dell’ARCI.

 Tale incontro ha visto una sala gremita, a testimonianza del fatto che l’argomento ha destato molto interesse tra la cittadinanza soprattutto perché è mancata una preventiva comunicazione ed informazione sull’arrivo di questi giovani ragazzi.

 Molte le rassicurazioni fornite sotto ogni aspetto, sanitario in primis e di validità del progetto, che dovrebbe durare poco meno di un anno. I giovani in questione infatti, hanno richiesto in questura asilo politico ed attendono ora che una commissione valuti la loro domanda.

 Per quanto riguarda invece la loro locazione in un condominio nel centro storico, che ha destato varie perplessità tra la popolazione, responsabili dell’ARCI hanno spiegato che si preferisce alloggiare queste persone in unità abitative più piccole proprio per monitorare meglio la loro integrazione, che dovrebbe prevedere oltre a corsi di lingua italiana anche percorsi lavorativi socialmente utili.

 Il Sindaco, tuttavia, si è dimostrato disponibile a verificare la possibilità di trovare una diversa e più idonea collocazione ai profughi, così da non creare disagio ai residenti del condominio, ricordando che il Comune ha varie proprietà sia nel centro storico che nell’ immediata periferia.

 In risposta al Partito Democratico di Todi invece, facciamo presente che la questione profughi a Massa Martana non è stata sollevata da Forza Italia, come da loro erroneamente scritto, ma dal Gruppo Comunale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.

Inoltre, rispediamo al mittente le accuse di scarsa informazione sull’argomento e facciamo notare come a Massa Martana gli otto rifugiati politici rimangono, mentre a Todi, con la scusa di non avere le condizioni ottimali per attuare l’inserimento, questi ragazzi vengono allontanati, dimostrando che nel territorio tuderte, in fondo, vale la regola del migrante = soggetto pericoloso.

 

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