Come era ovvio, le “rivelazioni” di Rudy Guede hanno scatenato una serie di reazioni.
A muoversi per prima sarà la procura di Perugia, per verificare in particolare gli spostamenti di Guede prima e dopo il delitto di Meredith Kercher, ma anche gli altri imputati non sembrano intenzionati a restare a guardare.
Il giovane pugliese, Raffaele Sollecito, che sarebbe stato tirato in ballo dall’ultima testimonianza dell’ivoriano, il quale sostiene di averlo visto la sera del delitto con un coltello in mano, ha ribadito, tramite il suo avvocato, di non essere stato in quella casa, di Via della Pergola di Perugia, quando Meredith venne uccisa e di non aver mai conosciuto Guede.
I difensori di Raffaele Sollecito si mostrano cauti in attesa di leggere il verbale il cui contenuto è stato anticipato da indiscrezioni che hanno provocato una dura reazione dei familiari di Sollecito.
Per la famiglia del giovane si sarebbe trattato di un interrogatorio “già determinato e concordato” che avrebbe prodotto una “strana” soddisfazione da parte degli inquirenti.
Nella nota la famiglia fa sapere di essere venuta a conoscenza di “dichiarazioni, definite secretate… infondate e inattendibili sia per la intempestività rispetto al momento dell’arresto e alle dichiarazioni precedentemente rese dallo stesso Guede, sia per la chiara tempestività in ordine ai prossimi appuntamenti processuali”.
- Redazione
- 27 Marzo 2008








