Oltre alle conosciute proprietà antiossidanti, taluni pigmenti naturali presenti un certi tipi di frutta hanno dimostrato di saper proteggere il cuore dagli infarti ma solo, per ora, nei ratti

Nuove speranze vengono dalle piante e premiano quanti stanno puntando sulla fitoterapia.
Per il momento i risultati vengono dalle cavie animali di laboratorio ed il percorso per giungere all’uomo è lungo e di incerto esito, ma la strada è stata tracciata.
Alcuni tra i coloranti naturali della frutta, molecole antiossidanti del gruppo dei flavonoidi, le antocianine, potrebbero avere un effetto ‘salvacuore’, proteggendolo dai danni dell’infarto e quindi mantenendolo giovane.
E’ quanto dimostra uno studio su topi alimentati con cereali ricchi di antocianine diretto da Marie-Claire Toufektsian dell’Università francese di Grenoble in collaborazione con i Centri di ricerca che partecipano al Progetto FLORA finanziato dalla Commissione Europea, che vede tra i vari partner l’Università Cattolica di Campobasso e l’Università di Milano.
Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Nutrition.

Le antocianine, il cui colore varia dal rosso al blu, sono tra le più importanti molecole pigmento presenti nei vegetali e si ritrovano nei frutti. Ne sono ricchi alimenti come ribes, ciliegia, cavolo rosso, uva, fragola, arance rosse, sambuco e le bacche in generale.
Già in passato studi su altri gruppi di alimenti contenenti flavonoidi, si pensi al vino rosso ricco di resveratrolo o anche alla cioccolata, avevano in qualche modo insinuato il sospetto del valore benefico dei flavonoidi in generale, al di là delle loro proprietà antiossidanti.
In questo studio nel cuore dei topolini è stato procurato un infarto: in quelli che avevano seguito la dieta ricca di antocianine i danni conseguenti all’infarto sono risultati considerevolmente minori.

E’ tuttavia presto per dire che una dieta ricca di flavonoidi sia ‘salvacuore’ anche per l’uomo. Servono ulteriori studi per approfondire meglio questo aspetto, soprattutto per quanto riguarda le possibili differenze tra uomini e ratti nell’assorbimento e nel metabolismo dei flavonoidi.
Ma di certo il suggerimento cui fa da sponda questo studio è ancora una volta di restare fedeli alla dieta mediterranea, naturalmente ricca di antocianine ed altri flavonoidi, dieta che in più occasioni ha dato mostra delle sue proprietà preventive contro molti big killer attuali e che certo, se non si esagera, non fa male.

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