In Italia nel 2005 sono state registrate 325.034 dimissioni da strutture di ricovero per patologie psichiatriche: i ricoveri per acuti rappresentano il 92% del totale. Nel complesso, il totale dei ricoveri risulta diminuito rispetto all’anno precedente di quasi il 3%. Il decremento riguarda tutte le categorie diagnostiche.
Interessante il dato sull’ospedalizzazione nelle singole regioni: un confronto dei tassi di ricovero per mille abitanti mostra alcune differenze significative.
L’Umbria sale sul podio con un valore regionale di 3 che è il secondo migliore in Italia. Il valore nazionale è pari a 5,6; il range nelle regioni va da 2,8 in Friuli Venezia Giulia al 10 nella Provincia di Bolzano.
Al di sopra del valore medio nazionale si collocano Abruzzo (9,2), Liguria (8,3), Lazio (8,1), Valle d’Aosta (7,4), Sicilia (7,1), Emilia Romagna (5,8) e Molise (5,7).
La proporzione maggiore dei ricoveri riguarda quelli con diagnosi di disturbi affettivi (22,4%), seguiti da schizofrenia e disturbi correlati (16,5%) e da ansia, disturbi somatomorfi, dissociativi e della personalità (16,6%), quindi i disturbi senili e organici (15,0%).
Nel totale dei ricoveri per malattie psichiatriche prevalgono il sesso femminile (51,6%) e la classe di età 25-44 (33,8%). Le altre classi di età sono così distribuite: classe 45-64 il 25,6%; classe con più di 65 il 24%; classe 0-17 l’11%, classe 18-24 il 5,6%.
Rispetto alla prevalenza per sesso, le donne superano gli uomini per i disturbi affettivi (64%) e per i disturbi d’ansia (55%), mentre i maschi prevalgono per le diagnosi di schizofrenia e disturbi correlati (62%) e altre psicosi (51%).







