Come mai nessuno alla Camera dei Deputati contesta i dati dell’INAIL, Tutti ormai sanno che monitora solo i propri assicurati e tantissimi lavoratori non lo sono. L’INAIL non specifica mai chiaramente che i “presunti cali” anche tra i loro iscritti sono anche dovuti al numero di lavoratori che assicura in meno (milioni di partite IVA e tantissime altre categorie non lo sono) e alle automobili tecnologicamente più sicure che per fortuna anche i lavoratori comprano una volta rottamate le vecchie. Io posso dimostrare che non è così, che i morti sul lavoro (tutti quelli che muoiono lavorando e non solo gli assicurati INAIL) non sono mai calati da quando il 1° gennaio 2008 ho aperto l’Osservatorio, i morti sui luoghi di lavoro sono tutti monitorati e archiviati in appositi file e non temo smentite. Perchè nel Parlamento Italiano nessuno, di nessun partito si occupa a fondo di queste tragedie?
Solo il nove luglio di quest’anno i lavoratori morti sui luoghi di lavoro sono stati 10 nelle province di L’Aquila (3 morti nella fabbrica di fuochi d’artificio) Verona, Parma, Salerno, Torino, lecce, Cremona e Bari.
Due sono stati schiacciati dal trattore (sono 96 dall’inizio dell’anno) e 86 da quando il 28 febbraio 2014 abbiamo mandato una mail a Renzi, Martina e Poletti sull’imminente strage che sapevamo ricominciasse entro pochi giorni. L’anno scorso i morti sul lavoro sono stati complessivamente oltre 1200 e non 660 come ha denunciato in parlamento l’INAIL. . Registriamo anche una aumento del 4,5% rispetto allo stesso giorno del 2008, anno in cui è cominciata una crisi che ha fatto perdere milioni di posti di lavoro, ma che ha prodotto tantissimo lavoro in nero e precario. Erano dal 1° gennaio al 10 luglio del 2008 315. Sono al 10 luglio 2014 329, l’aumento è del 4,3%, e stiamo parlando solo dei lavoratori morti sui luoghi di lavoro, almeno altrettanti sono morti sulle strade e in itinere. Esiste qualche parlamentare che ha a cuore la vita di chi lavora. In tanti sono stati avvertiti con e mail dall’Osservatorio del reale numero delle morti sul lavoro ma nessuno chiede spiegazioni. Chiedo di essere anch’io, come curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro essere ascoltato in Senato e portare in questa sede in visione tutta la documentazione relativa alle morti sul lavoro (che spero rimanga eleggibile dai cittadini italiani). Lo stesso chiedo alla camera dei deputati e dalla Camera dei Deputati. Anche la Presidente della camera Boldrini è stata sempre stata messa al corrente attraverso mail del reale numero di morti, e suo dovere sarebbe stato quello d’approfondire e di verificare se quello che scrivo è vero. Ma temo che sia come al solito tempo sprecato.
Anche tanti parlamentari riceveranno questa mail, come del resto l’Osservatorio ha spedito loro nel corso degli anni. Senza ovviamente ottenere nessun risultato.
- Carlo Soricelli
- 11 Luglio 2014








