Il consiglio comunale di Massa Martana del 3 luglio ha deliberato la modifica dello statuto comunale. Passi per la parte che doveva essere adeguata alla normativa nazionale, ma in poco più di un mese, e a 15 giorni dal suo insediamento, la maggioranza PD, con la complicità dell’esponente di minoranza socialista, modifica lo statuto per dare incarichi anche ai semplici consiglieri. Senza entrare in merito alla necessità o meno di questa modifica, quello che mi sconcerta è che al PD bastano 15 giorni per modificare lo statuto per una sua necessità, mentre non bastano 2 anni e
mezzo per deliberare una modifica richiesta da 117 cittadini massetani che avevano apposto la loro firma per chiedere di modificare l’art. 4 del suddetto statuto in base anche al risultato di un referendum nazionale sull’acqua pubblica. So benissimo che le 117 firme non rappresentano 1/6 dei residenti necessari a richiedere modifiche statutarie ”dal basso”, però vorrei ricordare al Sindaco e al PD massetano, che il loro partito sostenne quel referendum e diversi esponenti che allora sedevano in consiglio comunale, e ancora oggi ci siedono, fanno parte di quei 117 firmatari.
Quindi l’intento dei promotori della raccolta firme era quello di dare uno stimolo e un motivo in più a questi esponenti per portare avanti l’iniziativa. Vorrei ricordare anche al consigliere di minoranza
Andrea Carocci, che lui era tra i promotori di quella raccolta firme, ma adesso che è in consiglio e poteva intervenire in questo senso, ha dimenticato questa battaglia che avevamo fatto insieme. Visto
la fine che ha fatto il referendum sull’acqua pubblica a livello nazionale e locale, stento a credere che questa sia stata una semplice svista, se però anche chi era tra i promotori della raccolta firme si accoda al silenzio imposto dal sistema per nascondere e far dimenticare, viene da chiedermi che fine ha fatto tutta l’enfasi espressa in campagna elettorale contro questo stesso sistema?
- Ferrucci Marco
- 17 Luglio 2014









