Non sembra esserci soltanto la tradizionale via della vertenza per salvaguardare i nostri diritti: secondo Italia Nostra e WWF occorre ripristinare anzitutto la legalità, attivando normative cogenti. Scelta obbligata, imposta tanto più dal grande gap accumulato sotto il profilo della tutela ambientale, con ricadute immaginabili sul piano sanitario nel medio e lungo termine a carico di chi qui vive e lavora.
Solo lo Stato pare in grado di preservare il futuro dei dipendenti TK-AST, minacciati dalle scelte incerte del management: solo lo Stato può infatti assumersi l’enorme peso economico-finanziario di aggiornamenti eco-tecnologici, difficilmente sostenibili dai bilanci di imprese private straniere, volte al perseguimento del mero profitto.
Non dimentichiamo che una chiara mancanza di rispetto verso la Conca, di alcune norme scritte e di altre non scritte che attengono all’etica pubblica e alla responsabilità sociale d’impresa, era già stata coerentemente testimoniata dall’azienda, come provano:
1) le numerose prescrizioni AIA disattese a seguito dei controlli effettuati da ARPA qualche mese fa;
2) ancor prima, il cromo VI e altri metalli pesanti finiti reiteratamente in grandi volumi nel fiume Nera, come attestato dalla Magistratura, ma anche nelle falde di Pentima-Valle;
3) una doppia discarica che ha accumulato alle porte della Valnerina decine di milioni di tonnellate di scorie siderurgiche -pesantissima ipoteca sul futuro della Conca- e che pure si vorrebbero riversare in aree ancor più prossime alla Cascata delle Marmore;
4) le grandi concentrazioni di nichel e cromo nei suoli di quartieri non solo contigui all’azienda;
5) le emissioni diffuse di inquinanti che colorano ripetutamente i cieli sopra le acciaierie, perché non captati dai camini;
6) un quartiere –Prisciano- per anni ‘innevato’ da polveri cariche di metalli pesanti;
7) l’altissimo tasso di nichel riscontrato da ARPA addirittura nelle acque del Lago Aia di Narni; e altro ancora.
Si tratta di quei “pericoli gravi e rilevanti per l’integrità dell’ambiente e della salute” statuiti nella legge 89/2013: ce ne sarebbe abbastanza per disporre in qualsiasi Paese occidentale anche provvedimenti a carico di singoli dirigenti.
Pertanto, in attesa dell’auspicabile via libera governativo all’Area di crisi complessa, con un accordo di programma applicativo atto ad avviare innovativi progetti ambientali così come già accade altrove, chiederemo con lettera ufficiale al Consiglio dei Ministri la deliberazione del commissariamento straordinario della TK-AST, con la destituzione del CdA tedesco per il tempo necessario –fino a 36 mesi- a ripristinare la legalità, intraprendendo quei dispendiosi quanto finora ignorati interventi di bonifica non più ulteriormente differibili, mantenendo frattanto l’integrità occupazionale e restituendo concretamente futuro a Terni







