In merito all’articolo sulle colonie feline a Todi del 3/08/’14 e a certe imprecisioni che vi sono contenute, ci sembra necessario ribadire in via generale che per colonie si intendono assembramenti di gatti liberi che insistono sul territorio e che spesso, è bene ricordarlo, sono originati dall’abbandono di gatti domestici.
Esse sono poste, per legge, sotto la tutela del Sindaco come tutti gli animali cosiddetti d’ affezione e registrate presso la Usl veterinaria. La loro gestione è affidata a volontari e Associazioni animaliste che provvedono a loro spese all’alimentazione e alle prime cure nonché al controllo demografico con le sterilizzazioni in collaborazione con i Servizi Veterinari. A quanto ci risulta anche a Todi, così come a Perugia e in ogni comune, esistono tante persone così, generose e sensibili, che invece di essere apprezzate, anche per la loro funzione sociale, si trovano a dover difendere se stesse e gli animali dal l’intolleranza di tanti. La sensazione è quindi che questo articolo denoti l’ipocrisia di chi si nasconde dietro improbabili ragioni di igiene pubblica o, addirittura… animaliste ( !!! ) per lasciare, lui si, gli animali fuori dal proprio… cortile!
Per quanto riguarda i bambini, la prossimità con le colonie potrebbe essere l’occasione perché genitori intelligenti e sensibili avvicinino i loro figli al rispetto verso gli animali, base essenziale per una corretta educazione morale e civile di cui sembra esserci estremo bisogno.
- Patrizia Matteucci - Lega Anti Vivisezione di Perugia
- 11 Agosto 2014









