In occasione dell’ultimo Consiglio Comunale, seppur con il voto contrario del gruppo ” Insieme per Fratta Todina”, l’ Amministrazione Bicchieraro ha approvato il bilancio di previsione 2014: una vera e propria stangata fiscale. Nonostante il momento di grave crisi economica, che ha tolto redditività e compromesso la situazione di molte famiglie e imprese, l’amministrazione ha ritenuto di metterci del suo e di fare la propria parte inasprendo la pressione fiscale con un aumento delle imposte di + 22,44% e delle tasse del 49,14%. Così l’IRPEF è stata portata fino allo 0,7%, ovvero quasi al livello massimo, e prevedendo una soglia di esenzione solo per redditi fino a 10.000 €: sarebbe stato doveroso applicare aliquote differenziate per scaglioni di reddito, in maniera tale da avere una tassazione progressiva e più equa per i cittadini. L’IMU è stata portata al 10 per mille sulle seconde case(il massimo consentito è il 10,6 per mille)e per gli immobili strumentali è stata riconfermata al 9 per mille, quindi quasi due punti in più rispetto all’aliquota ordinaria. Considerando ,poi, che all’IMU si va ad aggiungere la TASI, ovvero la tassa sui servizi indivisibili, la tassazione per gli immobili strumentali ad uso produttivo raggiunge quasi il tetto massimo consentito dalla legge: invece di dare un po’ di respiro alle attività commerciali, artigianali e d’impresa, già fortemente in sofferenza dalla crisi, l’Amministrazione inasprisce ulteriormente la pressione fiscale. Da non dimenticare che il Comune, se avesse voluto, avrebbe avuto la facoltà addirittura di azzerare la TASI, tributo iniquo che non tiene conto della reale capacità contributiva delle famiglie. Per la TARI, la nuova tassa sui rifiuti, l’Amministrazione per le utenze domestiche ha optato per la scelta della fascia massima dei valori dei coefficienti Ka e Kb che compongono la tariffa, non prevedendo sconti né correttivi che realmente sarebbero potuti andare incontro alle categorie produttive e alle famiglie. Da condannare fortemente anche la scelta di aumentare il costo del trasporto scolastico e dei pasti della mensa presso la scuola materna di Pontecane: questa decisione comporta così un aumento di 200 € in più all’anno per la famiglia che ha un solo figlio. Il bilancio che emerge è il quadro di un’Amministrazione senza progettualità né prospettive di evoluzione. Pur con la consapevolezza delle difficoltà che incontrano i governi locali a far quadrare i bilanci, questa però non può essere considerata un’attenuante per giustificare, con gli aumenti ingiustificati delle tasse ,una politica che al momento della pianificazione delle opere non tiene conto delle priorità e della reale sostenibilità degli interventi: occorre adoperare il criterio del buon padre di famiglia e rivedere la dinamica delle spese correnti.

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