Nel territorio del ternano il caso di Baschi portato alla ribalta dalla trasmissione "Report" non è isolato: diverse le piccole Amministrazione che si sono imbarcate nel rischioso gioco dei "derivati"

In Umbria, a tremare per i “derivati”, ci sono anche Comuni così piccoli che se i tassi dovessero restare alti, dovranno probabilmente vendere al miglior offerente tutto il borgo.
Oltre a Baschi, finito alla ribalta della trasmissione Rai “Report”, intrappolati nel gioco d’azzardo proposto dagli istituti bancari, ci sarebbero anche altri Comuni del ternano, tra cui Guardea e San Gemini, Alviano, Stroncone, Arrone, Polino e Narni.
Lo scandalo vede anche alcuni Comuni ribellarsi cercando di passare alle vie legali, dove probabilmente peseranno proprio come “nani”.
Per capire il meccanismo, non compreso dai Comuni o, ancor peggio, scelto nella presunzione di essere furbi o fortunati, dimenticando la saggia massima per cui “nessuno regala nulla”, può servire proprio il caso del Comune di Baschi.

Il Comune guidato dal sindaco Isauro Grasselli ha sottoscritto contratti “derivati” per 2,5 milioni di euro nel gennaio 2006, con tassi Euribor (quelli per i prestiti tra banche) all’epoca molto bassi, attorno al 2,90%.
All’inizio il Comune da questo contratto stipulato con Bnl ha realizzato un differenziale positivo di 67.507 euro. 
Il differenziale negativo accertato nel novembre 2007 è pari a 13.006 euro, perchè i tassi sono aumentati ed il Comune  rischia di continuare ad avere quello che pudicamente chiama “differenziale negativo” (cioè rate da pagare) fino al 2034 con esborsi semestrali da 13 mila euro, finché il tasso Euribor non scenderà sotto quota 3,30%.
Questo tasso infatti è influenzato da quello praticato dalla BCE (Banca centrale europea) più una certa maggiorazione.
 Al momento solo una recessione molto grave e prolungata dell’economia del continente potrà indurre la Banca centrale a ridurre il tasso di riferimento che invece tiene alto per cercare di contenere l’inflazione derivante dall’aumento delle materie prime, petrolio in testa.

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