È prevista per oggi pomeriggio alle 18.00 presso la Sala delle Pietre, nell’ambito del Todi Festival, la presentazione del libro “La giornata di un Opričnik”, scritto da uno dei più importanti scrittori contemporanei russi, Vladimir Georgievič Sorokin. L’incontro sarà introdotto da Olga Strada. Nel libro, tradotto quest’anno per la prima volta in italiano, l’autore immagina una Russia ambientata nel 2027, descritta nei minimi dettagli come un Paese violento, corrotto e dittatoriale. Nel romanzo i successori dei Romanov sono tornati in auge ed esercitano il loro potere in modo dispotico e violento.
Il protagonista è Andrei Komiaga e lavora per Opricnik, polizia segreta di questa Russia futuristica e braccio armato del Regime. Komiaga, leale oltremodo verso la sua Russia, lo Zar e gli altri Opricinik, è una delle guardie più temute del Paese. In una sola giornata – quella descritta da Sorokin – Andrej Komiaga renderà testimonianza e parteciperà a brutali esecuzioni, feste stravaganti, incontri con ballerine, indovini, e anche con la zarina. Un’uomo senza pietà, che stupra e saccheggia con la massima naturalezza, e che, però, si commuove ascoltando le canzoni della sua terra.
“Sono impegnato nella sperimentazione letteraria – ha dichiarato ieri in un’intervista su La Stampa – più o meno da venticinque anni. Il mio modo di scrivere è diretto in sostanza contro la maggior parte degli scrittori russi che considerano la letteratura come un tempio e le opere come libri di preghiera custoditi all’interno di esso. No, per me la letteratura non è un tempio, ma un laboratorio. Più che un profeta, mi considero un eretico”.










