Nessuno lo dice apertamente, ma i periti del Gip di Perugia hanno lasciato tante domande senza risposta, puntualizzando più volte di aver esaminato solo quanto era stato loro consegnato dopo l'autopsia della giovane inglese

A parte qualche momento di tensione quando alcuni appunti sono stati sequestrati a Raffaele Sollecito, prima dell’inizio dell’udienza davanti al Gip di Perugia relativa all’incidente probatorio sulle cause della morte di Meredith Kercher, l’udienza, durata sette ore, non ha portato sostanziali novità.
Peraltro, il professor Giancarlo Umani Ronchi, uno dei periti del gip di Perugia che ha eseguito l’esame medico-legale sulla morte di Meredith Kercher, arrivando stamani a palazzo di giustizia, ha fatto affermazioni che potrebbero far pensare alla necessità di procedere alla riesumazione della salma della studentessa inglese.

L’esperto, infatti, ha ribadito che riguardo all’orario della morte della giovane, questo ”presenta molte lacune nella sua rilevazione”.
Sul dato dell’alcolimetria che nell’esame eseguito dagli esperti del gip è risultato di sei volte superiore rispetto a quello rilevato in occasione dell’autopsia. C’è il sospetto che il dato possa avere risentito di una “serie di situazioni per cui non gli si può dare certezza”: forse un errore legato alle fasi di campionamento del sangue poi analizzato.
Non si può dire”, inoltre, che Mez possa aver avuto un rapporto sessuale prima di essere uccisa, perché “non ci sono tracce di sperma e violenza fisica e quindi tutto diventa opinabile”.

Umani Ronchi ha, infine, tenuto a ricordare che i periti del gip non hanno eseguito una vera e propria autopsia, ma che per il loro esame si sono basati sui dati e sui campioni raccolti in occasione dell’esame autoptico compiuto dal consulente del pubblico ministero subito dopo il delitto.

condividi su: