Nell’ambito della indagine in cui i carabinieri avevano eseguito 42 arresti (due in provincia di Perugia) per associazione per delinquere finalizzata a furti di bestiame da macello ai danni di allevatori, si sta provvedendo al recupero degli animali razziati ed ancora non macellati.
Così 18 bovini, del valore di 40 mila euro, sono stati sequestrati ad un allevatore perugino perchè privi di contrassegni di identificazione.
I bovini fanno parte degli oltre 150 capi di bestiame sequestrati che sono il bilancio delle indagini dei carabinieri del comando provinciale di Verona, in collaborazione con i Nas di Padova, Bari, Perugia, Firenze e del Noe di Treviso, a conclusione dell’operazione ‘Limusine’.
Per gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali, i militari del Nas di Padova e Bari hanno inoltre disposto la chiusura del macello pubblico di Foggia gestito dalla società ‘Amica spa’ il cui valore si attesta sul milione di euro.
I sequestri amministrativi, che hanno interessato persone arrestate nel corso di ‘Limousine’, hanno riguardato anche 42 bovini di provenienza illecita, per un valore di circa 80 mila euro, detenuti da un 37 enne di San Severo (Foggia).
Altri 32 bovini e 11 equini sono stati sequestrati per lo stesso motivo ad un 52 enne di San Giorgio Molara (Benevento), il cui intero allevamento, del valore di 255 mila euro e composto da 95 bovini e due ovini, è stato posto sotto vincolo sanitario per violazioni amministrative.
A Belperio è stato sequestrato anche, per gravi carenze igienico sanitarie e strutturali, un locale adibito allo stoccaggio di latte fresco, con immediata sospensione delle forniture ai caseifici della regione. Infine, un solo bovino privo di documentazione è stato posto sotto sequestro cautelativo ad un 61 ennie di San Severo.











