L’Umbria è una regione al centro del traffico di droga e la questione, che non può essere taciuta, trova continue conferme.
I carabinieri della compagnia di Todi hanno scoperto a Deruta una ‘base’ per lo spaccio di cocaina nel garage di un operaio albanese che è stato arrestato.
Sono stati sequestrati più di 30 grammi di cocaina, due bilancini di precisione e tutta l’attrezzatura per confezionare le dosi.
Sabato sera i carabinieri di Deruta hanno bloccato un operaio albanese, di 28 anni, coniugato e con permesso di soggiorno, mentre consegnava due dosi di cocaina ad un 48 enne perugino.
Una successiva perquisizione, con unità cinofile del centro di Bastia Umbra, dell’abitazione dello straniero nella frazione di San Nicolò ha portato alla scoperta la “centrale” dove veniva custodita e confezionata la cocaina per lo spaccio la cocaina.
Ma non è finita qui. Poche ore dopo essere stati scarcerati tre marocchini sono stati sorpresi dalla polizia a spacciare eroina nel parco di Sant’Anna, a Perugia.
E qui si pone e si esalta un problema che l’opinione pubblica non capisce: come può tornare il libertà e riprendere la “normale” attività chi sta attentando alla salute se non alla vita di uomini e donne.
C’è qualcosa che non va nel sistema Italia e non basta a consolare che uno sia stato arrestato e altri due denunciati a piede libero.
Controlli sono in corso anche per accertare se sul mercato sia stata immessa una partita di droga tagliata con sostanze che potrebbero provocare malori tra i tossicodipendenti.
Cosa che è accaduta quando un trentanovenne originario di Casalnuovo di Napoli ma da tempo residente a Foligno è stato denunciato a piede libero dai carabinieri di Terni per avere fornito a un giovane marocchino una dose di droga che ha provocato un malore allo straniero.
Il nordafricano, dopo avere fatto uso dello stupefacente, è stato ricoverato nell’ospedale ternano mentre è emerso che lo stesso marocchino era evaso dagli arresti domiciliari ai quali si trovava a Foligno.










