Con una lettera inviata al sindaco di Todi, il dottor Oliviero Bocchini, residente nella frazione di Cecanibbi e noto per il suo impegno nel direttivo del circolo ricreativo del paese e in quello del Club della Palomba, denuncia uno spreco di cui ritiene responsabile Umbra Acque. Nel suo intervento, Bocchini chiede al primo cittadino di intervenire, “anche attraverso la denuncia alla Corte dei Conti, su non più sopportabili disfunzioni”.
“Come è noto – si legge nella lettera – da anni gli acquedotti comunali sono dati in gestione alla società Umbra Acque, la quale nonostante innumerevoli richieste e verbali denunce sembra insensibile alle notevoli e continue perdite di acqua ed alla sempre più diffusa pratica di usare tubazioni superficiali esposte a gravi possibilità di inquinamenti ed attentati”.
“A Cecanibbi, per esempio – attacca Bocchini – da svariati mesi si registra questo fenomeno: dalle ore 21 circa fino alle 6-7 del mattino dal serbatoio dell’acquedotto che alimenta i paesi di Cecanibbi e di Pian di San Martino escono, misurati dallo scrivente, circa 15 litri di acqua al minuto. Questo viene giustificato da detta società come mezzo per evitare l’aumento della pressione interna alle tubazioni dovuta alla riduzione dei consumi nelle ore notturne, che, altrimenti, determina continue rotture delle stesse”.
Bocchini ha calcolato che questa disfunzione equivale a 900 litri di acqua perduta ogni ora, pari a 8.550 litri al giorno, corrispondenti a circa 8,5 metri cubi, che ad un comune cittadino utente comporrebbe per ogni bolletta una spesa pari a oltre 25 euro.
“Mi domando e domando – scrive Bocchini: ma non sarebbe possibile installare un orologio o delle valvole per ridurre l’afflusso di acqua nelle ore notturne? E poi: chi paga questi danni? Di fronte ad un tale ammontare di sprechi, il sindaco non può restare insensibile; per chi scrive, in particolare come segretario del Club della Palomba, associazione che da anni con la manifestazione “Zefiro” sta portando avanti una tanto benemerita azione culturale a favore della difesa dell’ambiente e dell’uso razionale delle acque, il persistere della sopra situazione sarebbe veramente insopportabile”.
La lettera si conclude chiedendo al sindaco Ruggiano di non perdere tempo a diffidare l’Umbra Acque e, se necessario, a ricorrere all’autorità giudiziaria.










