“È arrivato il momento di porre in sede di Unione Europea il rilevante interesse nazionale della produzione dell’acciaio per il nostro Paese" la Presidente della Regione Umbria stimola il Governo
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Catiuscia Marini è tornata a Bruxelles, luogo da lei spesso frequentato per questioni istituzionali, ma stavolta dall’altra parte della barricata ad accusare la Commissione Ue di essere malata di burocrazia ceca, un’accusa che l’Europa ormai sente ogni minuto nelle sue orecchie e questa volta per la questione acciaio.

“Siamo a Bruxelles perché vogliamo sottolineare quanto le istituzioni comunitarie siano importanti per il futuro dell’industria siderurgica italiane e dunque per il futuro delle Acciaierie di Terni e la difesa dell’occupazione a Terni e in Umbria”.
È quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che insieme – tra gli altri – al presidente del Consiglio regionale Eros Brega, al sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, all’assessore regionale Fabio Paparelli, si trova nella capitale europea dove è in corso il presidio dei lavoratori dell’Ast di fronte al Parlamento Europeo.

La presidente Marini ha ribadito le “responsabilità” che la precedente Commissione Europea ha nei confronti della situazione in cui si trovano attualmente le Acciaierie.
“Ho più volte detto e lo voglio ribadire oggi in questa sede – ha rilevato – che la Commissione ha preferito ad una politica industriale europea, in grado di salvaguardare le produzioni siderurgiche in Italia come in Europa, l’applicazione burocratica di norme e regolamenti comunitari.

Restiamo dell’idea che invece le istituzioni europee, Commissione e Parlamento, possano e debbano svolgere un ruolo più incisivo nell’ambito delle politiche industriali per favorire la difesa dei volumi produttivi, e dunque del lavoro e dell’occupazione, in Italia come a Terni”.
 “Questo – ha proseguito – è ciò che chiediamo e chiederemo ai rappresentanti italiani del Parlamento e alla Commissione Europea, affinché non venga penalizzata la nostra industria a vantaggio di altri Paesi del Nord Europa o addirittura extraeuropei”.

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La presidente Marini ha colto l’occasione per ribadire la necessità che anche il Governo italiano assuma la vicenda della industria siderurgica nazionale come prioritaria: “È arrivato il momento di porre in sede di Unione Europea il rilevante interesse nazionale della produzione dell’acciaio per il nostro Paese

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