La raccolta differenziata di un materiale che per la sua produzione richiede un eccezionale dispendio di energia elettrica ha superato abbondantemente la percentuale del 50%.
Nel 2007 sono state infatti recuperate 43.300 tonnellate di imballaggi in alluminio, pari al 59% del consumo: ne dà notizia il Consorzio Imballaggi Alluminio (Cial), aggiungendo che 38.600 tonnellate sono state riciclate, evitando emissioni serra per 400.000 tonnellate di CO2, e risparmiando energia pari a 144.000 tep (tonnellate equivalenti petrolio).
La raccolta differenziata dell’alluminio è partita alla fine dello scorso anno in 4.000 Comuni italiani, con la collaborazione di oltre 260 operatori convenzionati ed il coinvolgimento diretto di oltre 36 milioni di cittadini.
Il riciclo, secondo Cial, è cresciuto del 15% nell’ultimo biennio. L’incremento dei costi dell’energia e quindi del prodotto ha spinto avanti anche la ricerca per il riciclaggio delle lattine ed altri contenitori di alluminino.
”In questi ultimi due anni – ha detto Cesare Maffei, Presidente di Cial – si è giunti al pieno consolidamento di nuove e interessanti tecnologie che il Consorzio ha sempre promosso e sostenuto, anche economicamente, per una rapida adozione in tutti i contesti territoriali con cui ha dialogato”.
”In particolare, grazie anche alle caratteristiche del materiale, oggi – spiega – è possibile intervenire con trattamenti specifici per garantire il recupero di quantità crescenti di alluminio non solo dopo la raccolta differenziata ma anche su impianti per la selezione del rifiuto indifferenziato e, addirittura, dopo la termovalorizzazione recuperando l’alluminio dalle ceneri e dalle scorie post combustione”.
- Redazione
- 7 Maggio 2008







