“Molte aspettative si stanno generando sull’introduzione dell’ assistenza socio sanitario indiretta che consente al disabile di scegliere direttamente da chi farsi assistere.

Questa modalità trova riscontro in riferimenti normativi nazionali legge 162/98  e recentemente è diventato una argomento molto sensibile perché gli utenti, subendo nel tempo una continua diminuzione delle ore di assistenza diretta , sono costretti a cercare forme alternative per affrontare le necessità che quotidianamente si presentano.

L’idea  è’ che a parità di spesa sostenuta da parte dell’ente pubblico, si possa autonomamente gestire le somme disponibili con un aumento delle ore di assistenza disponibili.

E’ bene che la tematica venga discussa e affrontata anche entrando all’ interno delle  modalità operativa con cui si vuol procedere all’erogazione.

 Questo perché l’ applicazione pratica potrebbe generare forti delusioni rispetto alle aspettative.

In alcuni Comuni dove l’assistenza indiretta e’ prevista questa viene subordinata a :
– stipula di un contratto di lavoro tra assistito e operatore
– stipula polizza assicurativa RCT in favore operatori impiegati

Il disabile destinatario dell’ assistenza diviene il datore di lavoro e come tale e’ chiamato a rispettare un contratto di lavoro che prevede 13 mensilità’, un mese di ferie,  trattamento di fine rapporto.

L’ assistenza indiretta chiama quindi il disabile o il suo tutore ad adempiere ad una serie di attività amministrative che vanno svolte con attenzione, magari facendo assistere da un patronato, per non incorrere in fase di risoluzione di rapporto, in contestazioni o vertenze da parte del proprio dipendente.

Altro aspetto pratico non di secondario interesse sarà la puntualità con cui l’ente pubblico erogherà le somme concordate perché  non si creino anticipi di spesa da parte del disabile.

I fondi PRINA (fondi INTEGRATI tra sociale e sanitario) sono per servizi, appunto, integrati. E nell’integrazione (basata su percentuali divise tra comune ed asl predefinite) accade sempre più spesso che i fondi li anticipi l’asl ed i comuni li restituiscano con ritardi notevolissimi.

Il mondo della disabilità ha al suo interno situazioni molto differenziate. E’ possibile che in alcune situazioni anche l’ assistenza indiretta possa fornire risposte ai bisogni presenti.

Affinché il disabile possa effettivamente beneficiare di quanto erogato sarà necessario che l ‘ente pubblico si doti di strumenti di controllo di qualità inserendo questa forma di assistenza all’ interno di un programma individualizzato.

Perchè, prima, occorre parlare della qualità dei servizi che non sempre sono all’altezza, per ragioni varie, la prima delle quali la parcellizzazione degli interventi e la mancanza di una cabina di regia.

Noi riteniamo che l’amministrazione comunale dovra’ farsi catalizzatrice di un netto miglioramento dei servizi, facendo proposte e verifiche puntuali.

In ogni caso questa modalità non dovrà mai configurarsi come uno scarico di responsabilità sulle famiglie da parte del pubblico.

Per questo, come per le altre questioni che riguardano l’assistenza, la sanità, i diritti civili sarebbe buona prassi pubblicizzare e condividere con anticipo le proposte all’interno della maggioranza di governo.”
Il Coordinamento Politico di Cittaperta e TerniDinamica

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