Sono stati individuati dai arabinieri che hanno denunciato due nomadi italiani dopo la segnalazione di un anziano automobilista di Scheggia che, falce in mano, non si è fatto intimorire

Aver dato, su questo sito, l’avviso della presenza sulle strade umbre dei soliti truffatori dello “specchietto rotto” ci riempe d’orgoglio, perché la diffusione dell’allarme ha consentito ad un arzillo vecchietto di far individuare ai carabinieri due nomadi italiani di 33 e 24 anni che di questo tipo di truffa avevano fatto la loro professione.
Non è con questo che il problema si risolve ma è già un buon segnale dato ai malintenzionati: “qua non tutti sono ingenui”.

Come al solito, le vittime al volante della propria macchina improvvisamente avevano l’impressione di aver urtato un’altra vettura. Si trattava sempre di un Bmw grigio nuovo fiammante a bordo del quale si trovavano i componenti della banda.
I due nomadi, a quel punto, mettevano in atto la messa in scena. Facevano notare di essere stati toccati e che nell’urto si era rotto lo specchietto.
A prova del tutto mostravano anche una traccia della vernice del Bmw visibilmente impressa sull’auto del malcapitato.
Di fronte ad una simile evidenza, la vittima per lo più chiedeva scusa e naturalmente, senza coinvolgere l’assicurazione, sganciava i soldi. Ma non era vero niente. Vale a dire, lo specchietto era stato precedentemente smontato e l’urto era tutto falso. Senza farsi accorgere, avevano segnato di nascosto con un pennarello grigio la carrozzeria della macchina del “pollo da spennare”.

Stavolta un’anziano di Scheggia l’ha vista lunga e dopo essere stato preso di mira non ci ha pensato su: con una falce in mano ha intimato ai due truffatori che non se l’aspettavano proprio: “Se non ve ne andate, la macchina ve la graffio veramente”. E poi ha chiamato i carabinieri.

condividi su: