Una dichiarazione che è stata presentata da Aldo Proia di Prometeon, Srl., su E Cat World, ha suscitato sconcerto in quanti seguono la vicenda dell’E.Cat, del quale la Prometeon era fin a qualche tempo fa licenziataria.
Secondo Prometeon, Rossi avrebbe offerto a tutti i licenziatari dell’E Cat di ricomprarsi, ad un prezzo superiore a quello pagato, le licenze di commercializzazione dell’apparecchiatura di sua invenzione.
L’offerta di buy-back è stata fatta da Rossi e EFA Srl, che possiede la licenza di distribuzione esclusiva E-Cat® per l’Europa.
Secondo sempre Prometeon, la decisione sarebbe maturata dopo che la licenza di proprietà di un altro licenziatario E-Cat, di un altro paese europeo è stata annullata dal licenziante (EFA) e il licenziatario minacciava una causa.
Inoltre i licenziatari premevano per poter mostrare un’apparecchiatura funzionante ai potenziali clienti.
Ora gli interrogativi che circolano sono ovviamente di due tipi.
C’è chi ritiene che la ri-acquisizione delle licenze da parte di Rossi ed Efa sia il sintomo delle difficoltà di E Cat e della paura di vertenze per l’impossibilità o l’eccessivo ritardo nella disponibilità dell’apparecchiatura.
Altri ribattono che, se l’E Cat fosse un fallimento totale, allora non si spiegherebbe perché Rossi e C. abbiano impiegato risorse economiche per i riacquisti.
Peraltro, tenuto conto che l’apparecchiatura, secondo i test cui è stata sottoposta da scienziati indipendenti, funziona, c’è sì la possibilità che Rossi abbia voluto evitare guai coi licenziatari a causa dei ritardi di consegna, ma anche la possibilità che lo stesso abbia la consapevolezza che il rapporto possa essere ricostruito sulla base di rapporti economici più favorevoli di quelli esistenti nei contratti annullati, forse stipulati quando Rossi aveva urgente bisogno di soldi.
Questa ultima ipotesi ovviamente presuppone che lo sviluppo dell’E.Cat stia andando avanti in modo soddisfacente, più di quanto inizialmente lo stesso Rossi pensasse










