Tre società immobiliari appartenenti ad un unico gruppo facevano risultare prezzi di vendita dal 30% al 50% inferiori a quelli reali

Tre verifiche avviate dalla Guardia di Finanza di Assisi nello scorso febbraio nei confronti di altrettante società di capitali con sede a Bastia Umbra, tutte esercenti l’attività di costruzione e vendita di immobili residenziali e commerciali, hanno portato alla luce una presunta maxi evasione nella vendita di appartamenti per oltre 4 milioni di euro: all’Irap per circa 3,5 milioni e all’imposta sul valore aggiunto per circa 600 mila euro.
Le società erano specializzate negli immobili di categoria e finiture medio-alte, costruiti e venduti in molti comuni della provincia di Perugia e farebbero parte di un unico gruppo.

Gli investigatori della tenenza di Assisi delle Fiamme Gialle, hanno prima raccolto un gran numero di informazioni sul territorio e le hanno analizzate, approfondite e verificate, grazie anche ai riscontri ed agli “incroci” resi possibili dalle interrogazione alle banche dati in uso al corpo.
Già dai primi giorni di esami contabili e documentali i finanzieri sono stati in grado di appurare un’evasione fiscale definita sistematica e ricorrente, normalmente quantificabile nel 30% del valore degli immobili ceduti, ma con punte fino al 45-50%.

Le parti coinvolte nelle compravendite, dopo aver redatto un compromesso con i valori reali, provvedevano al successivo “rogito” e perfezionamento della vendita con l’indicazione di valori nettamente inferiori, distruggendo poi integralmente o parzialmente il compromesso precedentemente compilato.
Sono state ricostruite quasi duecento transazioni immobiliari, arrivando a determinare i reali valori di vendita di case, appartamenti e negozi attraverso la comparazione di valori ed elementi oggettivi desunti da altri tipi di atti e contratti, nonchè dai dati acquisiti presso l’Osservatorio del mercato immobiliare.

I controlli nei confronti di tutti gli acquirenti, privati e imprenditori, hanno portato alla conclusione che questi avevano pagato somme nettamente superiori a quelle riportate nei rogiti notarili.

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