In Umbria dovranno continuare ad avere un rapporto alle dipendenze delle organizzazioni di categoria (Coldiretti, Cia, Confagricoltura) che per contro riceveranno dei contributi pubblici

La speranza degli ultimi sette “divulgatori agricoli” di essere assunti dalla Regione Umbria è stata ridotta ai minimi termini da una dichiarazione dell’assessore regionale all’agricoltura Carlo Liviantoni.
Questi operatori costituiscono una categoria che venne formata in seguito ad un regolamento europeo del 1979.
I divulgatori agricoli vennero creati utilizzando gli impiegati delle organizzazioni agricole (Coldiretti, Cia, Confagricoltura) che, dopo essere stati formati ed aver superato una selezione, ottennero la qualifica.
In tutto si trattava di 68 unità, delle quali 61 sono entrati negli anni nei ruoli delle Regione mentre 7 ne sono rimasti esclusi.
In favore di questi ultimi, ha chiarito l’assessore, sono state attivate misure di sostegno attraverso le associazioni agricole: ogni anno la Regione mette a disposizione un finanziamento di 2.500 euro (di cui 1.500 di provenienza europea) per ogni azienda agricola; si tratta di fondi che devono essere utilizzati per le consulenze professionali, quindi anche per retribuire figure come i divulgatori.
“Altri sostegni – ha spiegato Liviantoni – potranno arrivare dal nuovo Piano di sviluppo rurale, ma questo problema non potrà essere risolto attraverso un passaggio nei ruoli degli enti pubblici: le cause da loro intentate per ottenere un riconoscimento quali dipendenti regionali sono tutte state respinte”.

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