I dati forniti dalla Cgia di Mestre disegnano un panorama sconvolgente

Se l’Italia avesse a disposizione 150 miliardi di euro l’anno per assicurare ai suoi cittadini una vita migliore, probabilmente in poco tempo molti problemi sarebbero risolti.
Secondo una stima calcolata dalla Cgia di Mestre, dopo aver elaborato una serie di dati ministeriali e dell’Istat, l’imponibile evaso in Italia è di circa 316 miliardi di euro l’anno.
Da questi dati l’organizzazione artigiana mestrina trova lo spunto, molto ottimisticamente – perché l’evasore potrà perdere il pelo ma non il vizio – che se la pressione fiscale diminuisse in tempi ragionevoli di 3-4 punti percentuali, l’entità dell’evasione potrebbe ridursi di quasi la metà.
In termini di imposte (dirette, indirette e contributive) sottratte all’erario siamo nell’ordine dei 140/150 miliardi di euro.

Le aree di evasione/elusione fiscale individuate sono quattro: l’economia sommersa; l’economia criminale; l’evasione/elusione delle grandi imprese e quella dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese.
La prima area, secondo la Cgia, è la più diffusa e riguarda l’economia sommersa che, secondo l’Istat, sottrae al fisco italiano un imponibile di circa 200 miliardi di euro l’anno.
L’esercito di lavoratori in nero è composto da circa 3 milioni di unità di lavoro standard. Di questi 2.300.000 sono lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro.

La seconda è l’economia criminale realizzata dalle grandi organizzazioni mafiose
. Si stima che un giro di affari sui 100 miliardi di euro l’anno.
La terza area è quella composta dalle grandi società di capitali. Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il 50% circa delle grandi società di capitali italiane dichiara per più anni redditi negativi o pari a zero. Si stima una evasione/elusione fiscale attorno ai 10 miliardi di euro l’anno.
Infine c’è l’evasione dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese dovuta alla mancata emissione di scontrini, di ricevute e di fatture fiscali che sottrae all’erario circa 6 miliardi di euro l’anno.

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