Massa Martana e le altre municipalità delle "Terre dell'Olio e del Sagrantino" hanno finora messo insieme i servizi informatici, telematici, di e-government e statistici ma ancora non basta

Il prossimo futuro dell’autonomia amministrativa dei piccoli comuni dell’Umbria è subordinato all’adozione condivisa di un sistema razionale e moderno d’amministrazione, pianificazione e gestione sviluppati a livello di “area vasta”, gestita nella Valle Umbra sud nell’ambito dell’Unione dei Comuni delle Terre dell’Olio e del Sagrantino, ente locale di secondo grado a cui sono attribuite funzioni e finanziamenti propri anche se strettamenti correlate nel quadro di una piramide istituzionale che organizzi un sistema efficiente e sostenibile e governi il nuovo processo istituzionale ed amministrativo delle autonomie locali, unificando l’utilizzazione delle risorse di comunità di piccole dimensioni insediate in aree omogenee sotto il profilo morfologico, ambientale, culturali, economici, storici e sociali ma troppo limitate per sostener i crescenti costi amministrativi.

Il consolidamento e lo sviluppo dell’Unione dei Comuni delle Terre dell’Olio e del Sagrantino che dal 2001 ha messo in parallelo sinergico gli otto comuni posti la dorsale dei Monti Martani, già servita dal Diverticolo Antico della Via Flaminia ed aperta sia verso la Valle del Tevere che verso la Valle Umbra Nord e la Valle Ternana, costituisce oggi la nuova frontiera di difesa di questa realtà sociale, come definita dalla Costituzione della Repubblica Italiana e dal Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, che attribuisce ai Comuni la competenza elementare a rappresentare le proprie comunità, ne sancisce l’autonomia “statutaria, normativa, organizzativa, e amministrativa nonché autonomia impositiva e finanziaria nell’ambito dei propri stati e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica” e attribuisce loro funzioni proprie e funzioni delegate dallo Stato e dalle Regioni secondo il principio di sussidiarietà perché nell’ambito del sistema regionale delle autonomie locali, “al fine di realizzare un efficiente sistema delle autonomie locali al servizio dello sviluppo economico, sociale e civile del corpo sociale titolare della sovranità, delineando la struttura di base del sistema istituzionale.

Le Unioni di Comuni sono, infatti, le istituzioni di secondo grado del prossimo futuro per ottimizzare l’amministrazione d’importanti interessi delle comunità locali, conciliando l’autonomia delle comunità e la necessità ormai inderogabile dell’ottimizzazione delle funzioni istituzionali dei piccoli comuni con il miglioramento dei servizi offerti alla cittadinanza e l’altrettanto inderogabile contenimento dei costi determinati dallo sviluppo tecnologico.

L’Unione dei Comuni delle “Terre dell’Olio e del Sagrantino” persegue istituzionalmente questi obiettivi e promuove lo sviluppo delle Comunità locali che la costituiscono”, curando in particolare l’equilibrio, l’assetto del territorio nel rispetto e la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini, valorizza inoltre il patrimonio storico, artistico nonché delle produzioni tipiche locali e le loro tradizioni culturali, nell’ambito di un “area vasta”, omogenea per struttura geo-morfologica e con elementi essenziali comuni per ciò che riguarda lo sviluppo storico e la contiguità cronologica e territoriale di fenomeni che vi hanno avuto luogo, dato che la popolazione di questo “piccolo cuore verde” dell’Umbria ha condiviso tradizioni, esperienze ed eventi storici che, anche se ricade nello stato attuale in differenti aree amministrative risulta.

In questo momento storico della nostra Italia in cui le risorse a disposizione sono sempre più scarse e mentre le esigenze sociali aumentano, i Comuni di Bevagna, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Massa Martana, Montefalco e Trevi si sono costituiti in Unione con atti approvati dai rispettivi Consigli Comunali fin dal 2001, ratificando nel 2003 lo Statuto e l’atto costitutivo, ed avviando per ora il trasferimento all’Unione delle competenze relative ai servizi informatici, telematici, di e-government e statistici.

Prendendo spunto dalle recenti manifestazioni della Festa Nazionale dei Piccoli Comuni, nel contesto dell’iniziativa “Voler Bene all’Italia 2008”, le Unioni dei Comuni devono entrare in questo dibattito dalla porta principale, perché questa istituzione locale deve essere considerata il “padrone di casa” che accoglie autorevolmente i Comuni e non l’“ospite” che viene accolto da essi.

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