Regione, Provincia, Atc e Comunità Montana del Peglia hanno delineato il futuro della struttura che produce ogni anno circa 9.000 fagiani e 350 lepri
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La Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana ha ospitato nei giorni scorsi una delegazione di rappresentanti regionali e provinciali per valutare la situazione del Centro di produzione faunistica di San Vito in Monte, dove vengono prodotti annualmente circa 9.000 fagiani e 350 lepri a scopo faunistico per conto della Provincia di Terni, cui subentrerà, per quanto attiene la gestione l’ATC, a seguito della piena applicazione delle normative in tema faunistico-venatorio.
Erano presenti l’assessore regionale Bottini, la vice presidente della Provincia di Terni Stella, gli assessori Pelini e Paparelli, il presidente della Comunità Montana Posti, il suo vice Rosati e l’assessore Fringuello , il Presidente dell’ATC Eroli i consiglieri Marricchi Amici e Sargentini, oltre ai tecnici in materia.

L’attuazione della modifica della L.R. n 14 sulla caccia aveva fatto temere possibili ridimensionamenti delle attività svolte dalla Comunità Montana, per cui la Giunta ha inteso convocare i soggetti interessati al fine di valutare gli scenari futuri anche alla luce della ipotesi di creazione di un polo di ricerca e sperimentazione di interesse regionale correlato alle attività suddette.
Tale eventualità è stata ribadita dall’assessore Bottini che ha confermato l’interesse della Regione Umbria per la creazione di un Centro di Eccellenza regionale per la produzione di selvaggina a scopo faunistico-venatorio, prevedendo un contributo economico per il potenziamento delle strutture esistenti e un impegno per quanto riguarda la ricerca e sperimentazione.
La vice presidente della Provincia di Terni, Loriana Stella, ha sottolineato la opportunità che la stessa Provincia compia ogni sforzo per contribuire fattivamente alla realizzazione di nuove strutture a servizio del centro faunistico.

Amministratori e tecnici si sono recati in visita al centro di San Vito, potendo visionare da vicino le caratteristiche del centro e gli interventi necessari al suo potenziamento.
“Si è trattato di una giornata di estrema importanza per la Comunità Montana e per il nostro territorio – ha affermato Posti – che dà nuove e rinvigorite prospettive di sviluppo al Centro di produzione faunistica di San Vito in Monte, con positive ricadute economiche e di immagine per un territorio altamente vocato alla produzione di fauna di qualità”.

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