Le esportazioni nel settore dell’Agricoltura, in termini di incidenza % sul totale nazionale, sono quasi raddoppiate negli ultimi tre anni (dall’1,3% al 2,4%); per i Servizi di Informazione e Comunicazione l’Umbria è passata dall’1,6% del 2007 all’11,4% del 2013.
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Dall’analisi dell’Osservatorio economico di Unioncamere Umbria sui caratteri e le dinamiche delle importazioni e delle esportazioni dal 2008 al 2014 arrivano segnali di vitalità per l’economia umbra.
Soprattutto dalle esportazioni nel settore dell’Agricoltura che, in termini di incidenza % sul totale nazionale, sono quasi raddoppiate negli ultimi tre anni (dall’1,3% al 2,4%) e dove la quota di mercato della piccola Umbria nell’Italia centrale pesa ormai quasi per il 20 per cento (19,4%) a fronte di regioni a forte vocazione agricola come la Toscana, il Lazio e le Marche.
Sembra proprio che l’Umbria del buon bere e buon mangiare abbia sfondato nel gradimento degli stranieri.

Secondo l’Istat, i paesi in cui l’Umbria ha esportato il numero maggiore di merci nei primi 6 mesi del 2014, sono stati nell’ordine: Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Belgio. A seguire, Spagna, Paesi Bassi, Svizzera, Cina e Austria.
Nello stesso periodo (gennaio – giugno 2014) i principali paesi per ordine di importanza nell’interscambio commerciale dell’Umbria sono stati: Germania, Francia, Stati Uniti, Spagna e Paesi Bassi.
La classifica delle importazioni, nello stesso periodo, vede in testa la Germania, seguita da Spagna, Paesi Bassi, Francia, Cina, Belgio, Brasile, Grecia, Regno Unito e Stati Uniti.

In generale, sul fronte delle esportazioni, si registra un aumento degli ordinativi in vista del 2015.
Colpisce, in particolare, il dato che riguarda i Servizi di Informazione e Comunicazione nel quale la quota delle esportazioni è triplicata: l’Umbria è passata dall’1,6% del 2007 all’11,4% del 2013.
Un balzo significativo, anche se i volumi complessivi sono ancora modesti. Il settore comprende un ambito molto ampio di attività, dall’editoria elettronica alle edizioni di software, dalla produzione cinematografica a quella televisiva, fino alla elaborazione dati, all’hosting e ai portali web.
Numeri importanti quindi, proprio perché misurano la risposta del tessuto imprenditoriale umbro negli anni della grave crisi economica che coinvolge tutto il Paese.

Le attività di import/export delle imprese umbre verso i paesi extra-UE, desunti da elaborazioni statistiche dell’Agenzia delle Dogane e dal Registro Imprese delle Camere di Commercio, evidenziano che i primi 10 paesi extra UE i quali in base al numero delle imprese sono i principali destinatari delle merci regionali risultano nell’ordine: Stati Uniti; Svizzera; Giappone; Russia; Cina; Canada; Hong Kong; Australia; Corea e Emirati Arabi Uniti.

Salta agli occhi il dato relativo alla Svizzera che si posiziona al secondo posto, subito dietro agli Stati Uniti.
Sono oltre 300 le imprese umbre che hanno effettuato operazioni di export verso il paese elvetico.

Una possibile spiegazione del fenomeno si può desumere dall’esame dello stato di nascita dei manager che lavorano nelle sedi d’impresa o unità locali: ben 685 sono di nazionalità svizzera.
Il 20% delle persone di nazionalità svizzera opera nelle attività commerciali, il 16% nelle costruzioni, il 13% nel manifatturiero, il 9,5% nei servizi di alloggio e ristorazione e il 9,3% in agricoltura. Si può dunque affermare anche che l’Umbria incomincia ad avere i connotati di un cantone svizzero.

Ma, qualche apprensione c’è: nei primi sei mesi del 2014 le esportazioni dell’Umbria verso i Paesi extra- Ue, sono diminuite in valore del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a fronte di un incremento medio nazionale del1’1,1% e di una più modesta crescita dell’Italia centrale dello 0,5%.
La contrazione è molto più contenuta rispetto al 2013 quando il calo era stato del -5,7%.
Una dinamica contrapposta ha invece caratterizzato l’andamento delle importazioni che fanno segnare un aumento del 2,3% rispetto al primo semestre 2013, in controtendenza rispetto alle dinamiche regressive registrate per l’Italia (-2,0%) e per le altre regioni del centro della penisola nel loro complesso (-1,0%).

Report export Umbria 2014-

 

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