Un lungo e caloroso applauso ha concluso stamattina l’intervento di Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera, intervistato da Ernesto Galli Della Loggia su “Politica e giornalismo”, nella sala del Consiglio comunale di Todi, stracolma di un uditorio attento accorso ad ascoltare un vessillo dell’informazione italiana.
Nella parte avversa, nel perdente, in chi ha sbagliato c’è sempre una parte di verità importante da indagare: delle ragioni, qualche merito, un desiderio di giustizia. Informare completamente è dar voce a tutte le facce della medaglia e può farlo chi ne è consapevole.
E’ stata l’idea guida delle risposte di Mieli, guidato da Galli della Loggia, in un ampio excursus storico sull’impegnativo e affascinante lavoro del giornalista, alla ricerca della verità in tutte le sue facce: l’obiettività è illusoria e ultimamente improduttiva.
Dalle inquietudini del ’68 ad oggi, passando per i punti nodali degli anni ’90 e proponendo flash back degli embrioni della Repubblica italiana, Mieli ha osservato e valutato alcuni dei vizi più tristi che col lavoro giornalistico vanno inevitabilmente a connettersi: la preferenza per la conferma del proprio punto di vista più che per l’arricchimento di prospettive diverse, l’attitudine all’attacco veemente dell’avversario e l’intossicazione dell’informazione nei momenti di denuncia del malcostume per cui si tende a restar fuori da ogni responsabilità, piuttosto addossandola a capri espiatori. 
Nello stigmatizzare gli eccessi di fronte a ogni ‘nuovo che avanza’, che sempre contiene germi del ‘vecchio’ e spesso qualcosa da nascondere, nell’esaltare l’attitudine ad andare oltre l’ovvietà delle ragioni dei vinti e dei torti dei vincitori e nell’invitare a saper vedere e riuscire a parlare dei difetti della propria parte e dei meriti di quella avversa affrontando il confronto, una grande lezione di saggezza, di misura, d’intelligenza nel senso più profondo dell’intus legere: leggere dentro, nel segno della critica e anche dell’autocritica.
Coinvolti nelle riflessioni proposte tutti i presenti, fra cui il sindaco di Todi Ruggiano, l’assessore comunale alla cultura Bergamini e il neo parlamentare europeo Marini, vari consiglieri comunali, docenti e personaggi della cultura cittadina.
Attentissimi anche i numerosi studenti intervenuti in rappresentanza di tutte le scuole superiori di Todi. Alcuni hanno posto interessanti domande al direttore Mieli, offrendogli l’opportunità di indicare nella pluralità delle presenze la massima garanzia della democrazia e nelle possibilità offerte dalla rete internet una formidabile sentinella di essa, permettendo la massima diffusione di qualunque contenuto da parte di chiunque.










