A conclusione del ritiro di sabato 17 e domenica 18 maggio, hanno partecipato alla “Camminata della Speranza”: il movimento fa capo alla chiesa di Sant’Ilario
cavalieri-templari

Ha catalizzato l’attenzione, domenica mattina a Todi, l’ingresso in Piazza del Popolo di un corteo di uomini avvolti in lunghi mantelli bianchi con una grande croce rossa e donne incappucciate e mantellate di nero. Era il gruppo dei Templari cattolici che a conclusione di una due giorni di ritiro spirituale a Todi, sabato 17 e domenica 18 maggio, hanno partecipato alla “Camminata della Speranza”, che proprio in quel momento si concludeva sotto i portici comunali col saluto delle autorità.
Catalizzando l’attenzione di fotocamere e telecamere di cittadini e turisti alle 12.30, in fila per due, cavalieri davanti, dame al centro e cavalieri di nuovo in coda, si sono portarti in processione solenne nel Duomo di Todi, per partecipare alla celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo S.E. Mons. Giovanni Scanavino.
Anche l’anno scorso, il 26-27 maggio, s’è tenuto un incontro nazionale in città: Todi è uno dei punti di riferimento di questo gruppo. pur non essendo sede né di ‘Commanderia’, né di ‘Lancia’, le ripartizioni territoriali dell’associazione. cavalieri templari e dame todi

L’Ordine dei Cavalieri Templari Cattolici d’Italia, è il loro nome, non è, però un vero e proprio ordine religioso riconosciuto dalla Chiesa (solo quello di Malta e quello del Santo Sepolcro lo sono), né sussiste alcun riconoscimento civile di cavalierato in senso strettamente giuridico.
Don Mario Pericoli che vi aderiva, fu l’ultimo tuderte ad annoverarsi fra i membri, circa 200 in Italia, distribuiti nelle Commanderie di Milano, Lodi, Cremona, Piacenza, Fidenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Faenza e le Lance di Brescia e Genova. In città fanno capo alla chiesa di Sant’Ilario, struttura fra le più antiche, primo Duomo di Todi, che valorizzano, secondo uno dei loro compiti.

I gruppi di Templari sono oggi una realtà fluida e in continua evoluzione, riconducibile al fenomeno del neo-templarismo che a partire dal ‘‘700 ha ripreso l’antica tradizione dell’Ordine dei Poveri Cavalieri di Gesù Cristo del Tempio di Salomone, detti Templari, nato nel 1118-19, col Concilio di Troyes, a difesa del Santo Sepolcro. 
All’inizio del 1300, vittime, nella loro prospettiva, dell’avidità e dell’ambizione del Re di Francia e della debolezza di Papa Clemente V, succube di Filippo il Bello, i Templari furono accusati di eresie, sacrilegi e nefandezze segrete e condannati, torturati, uccisi e diffamati.
Sciolti, nel 1312, con la bolla ‘Vox clamantis in excelso’, ma non condannati definitivamente, in mancanza di prove certe e documentarie. Da qui la rinascita, la rivendicazione dell’autenticità e la ricerca di riabilitazione nell’ambito ufficiale della Chiesa cattolica.
Il gruppo che fa capo a Todi, si proclama vero erede di quella tradizione cristiana e cattolica, in opposizione al templarismo massonico.

condividi su: