Un Consiglio comunale quello del 28 gennaio che rimarrà memorabile e che, purtroppo, sarà ricordato come il peggiore esempio di politica che sia mai andato in scena.
Per mesi i cittadini si sono dichiarati contrari alla variante al piano regolatore che avrebbe permesso la realizzazione di un nuovo centro commerciale e il conseguente spostamento della Coop, dal Piazzone all’Ammeto. Spontaneamente hanno partecipato ad incontri pubblici organizzati nei mesi di novembre e dicembre e, per ultimo, ne hanno parlato al Convegno “Divorare il territorio”, organizzato dal Coordinamento dei Comitati Ambientalisti Marscianesi, davanti ad un Teatro gremito di gente, ma disertato dalla gran parte delle forze politiche di maggioranza.
L’Amministrazione non ha raccolto in nessun modo la protesta, liquidandola come una strumentalizzazione dell’opposizione, dimenticando che in questo Paese c’è ancora gente che sa pensare e che non è asservita a nessun potere.
In un Consiglio surreale, nel quale l’Amministrazione ha dimostrato tutta la sua arroganza, la variante è passata. A nulla è servita la presenza di oltre 100 persone nella sala a sottolineare il dissenso e tutte le opportunità messe a disposizione dall’opposizione.
Cadute nel vuoto le richieste dei cittadini, dei Comitati e delle forze dell’opposizione di rimandare l’approvazione ed aprire un tavolo di discussione serio (e non chiacchiere da bar) con tutte le parti interessate, per trovare soluzioni perseguibili e largamente condivise.
Spregevole la mossa di utilizzare i lavoratori di Coop e Conad mettendoli in una arena dove impera il “mors tua vita mea”.
Ridicoli gli interventi di Fabiano Coletti e Vito Taticchi rappresentanti, rispettivamente, della CNA e dei soci Coop, che ci hanno ancora una volta dimostrato quanto sia importante per i nostri amministratori obbedire ai poteri forti, facendo rimanere sordo l’impegno di chiunque non appartenga all’antico e consolidato blocco di potere.
Il Sindaco si è permesso, anche alzando la voce, come si fa con i bambini cattivi, di riprendere i cittadini presenti, invitandoli a tenere un atteggiamento civile, dopo che sono rimasti per ore in piedi ed in silenzio, sottolineando solo alcuni passaggi con applausi; al contrario l’invito si sarebbe dovuto rivolgere ad alcuni consiglieri e allo stesso Sindaco che hanno passato gran parte del tempo facendo più attenzione ai loro telefonini che agli interventi che si sono succeduti.
Vogliamo, poi, parlare del voto del consigliere Rabica che, contrariamente alla posizione indicata del suo gruppo, ha votato a favore rendendo così possibile l’approvazione? Una grande responsabilità per un consigliere che ha passato il tempo a fare palloncini con la gomma americana.
E che dire dell’ultima trovata del consigliere Bertini che, dopo aver proposto, nei giorni scorsi, il mercatino delle erbe e dell’artigianato, ha lanciato l’idea di una palestra, richiesta, a suo dire, da 200 ragazzi. Peccato che non ha detto chi la farà, particolare non proprio trascurabile.
E che dire del Sindaco che ancora non ha capito che la piscina nei locali della Coop non è un progetto realizzabile, come già evidenziato dal progettista del centro commerciale L’Arco, che sicuramente ha qualche nozione in più in questa materia. Vorremmo ricordargli, inoltre, che per realizzare la sua piscina non basta solo un permesso ma occorrono delle opere strutturali che qualcuno deve pagare. Ma anche questo, evidentemente, per l’Amministrazione comunale è un altro particolare trascurabile.
Dopo lo spettacolo pietoso del Consiglio comunale, all’uscita i cittadini si sono trovati anche i Carabinieri ad attenderli. Era proprio necessario? Chi è andato al Consiglio comunale sono solo cittadini che hanno perso ore di lavoro tentando di far sentire la loro voce e non delinquenti di strada!!
Un’Amministrazione comunale seria dovrebbe occuparsi di lavorare sui temi concreti, lanciando proposte realizzabili, realizzando studi reali di fattibilità nell’interesse dei cittadini. Chiedevamo e chiediamo solo questo!
Noi non vogliamo essere gli spettatori di questa cattiva politica, che criticano, si lamentano ma restano passivi. Arrendersi o rassegnarsi sarebbe imperdonabile. Non importa se le nostre richieste non finiscono pubblicate nella carta stampata locale o al TG regionale, noi continueremo ad organizzarci in comitati per la difesa dei territori, sicuri che questa sia la strada giusta. Partecipazione autentica e diretta che cresce con l’esperienza e con la lotta, che non nasce e non si ferma durante la scadenza elettorale.

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