La condanna della magistratura contabile si riferirebbe ad una sola operazione di finanza straordinaria delle tante messe in atto dall'ente: altre amministrazioni in attesa di giudizio

Sarebbero quarantadue le persone condannate, tra consiglieri comunali di questa legislatura e della precedente, dalla Corte dei Conti per la vicenda dei Boc del Comune di Terni.
Non è tra i condannati il sindaco di Terni Paolo Raffaelli,
che non era presente quando sono state votate le due delibere incriminate sui Buoni ordinari comunali.
Circa 120 mila euro la pena pecuniaria che i politici ternani dovranno ripartirsi, a parte il presidente del Consiglio comunale Stefano Bufi che dovrà pagarne 20 mila.

Il sindaco Raffaelli ha tuttavia, con un comunicato, riassunto così i termini della questione: “su un ammontare di 35 milioni di euro di investimenti finanziati con i Boc, quelli oggetto della contestazione finale (contestabilissima) della sentenza ammontano a circa 500.000 euro, l’1,4% del totale, e anche questi sono interventi urgentissimi e vitali realizzati dopo un’alluvione considerata calamità naturale dalla Protezione civile presso la Presidenza del Consiglio, calamità naturale per la quale il Comune di Terni non ha ricevuto nemmeno un euro di indennizzo”.

Il primo cittadino ternano porta poi un pesante attacco alla magistratura contabile. “Queste sono le basi di un quadro sanzionatorio nei confronti della maggioranza consiliare del Comune di Terni che giudico offensivo”.
Segue un non dissimulato disturbo per un sistema di separazione dei poteri costituzionalmente paritario:  “non resta che procedere a una modifica degli assetti istituzionali in conseguenza della quale il sindaco viene nominato per concorso e la magistratura contabile eletta a suffragio universale”.

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