Numerosi prodotti sono risultati immuni, altri sono più sani di quanto risultante dalla media nazionale: eclatante il caso del vino, sano al 100%, e all'opposto quello delle fragole con solo il 33,3%

Rispetto alla restante parte d’Italia, l’Umbria, secondo i dati di Legambiente, sembra trovarsi in una situazione notevolmente migliore per quel che riguarda i “pesticidi nel piatto”.
Da campioni esaminati risultano, infatti, molti prodotti assolutamente privi di residui di pesticidi.
Sono sicuri al 100% prodotti come : i pomodori (a livello nazionale immuni sono solo il 79,8%); i cereali (Italia 86,1%); i legumi (91,7%); le zucchine (87,7%); l’uva (73,1%) ed il vino (64,1% in Italia
).
Un po’ peggio, ma senza che siano stati rilevati campioni con residui fuori norma, va per le insalate che hanno una percentuale di totale assenza di pesticidi dell’89,5%, comunque superiore a quella nazionale che si attesta sull’84,9%; peperoni e patate con percentuali comunque migliori di quelle nazionali.
Sono invece  le fragole quelle che risultano le meno sane (solo il 33,3%) e con una percentuale di presenza di residui molto più alta della media italiana (50,7%).
Per l’olio la situazione è leggermente, con l’83,6%, migliore di quella media nazionale.
Per le mele, infine, la percentuale di normalità di quelle che si consumano in Umbria è decisamente migliore di quella italiana: 62,5% contro il 38,8%.
Il dato sul vino è particolarmente importante, perchè la bevanda nazionale vede l’Umbria in una fase in cui la produzione sta crescendo e qualificandosi.

condividi su: