L'infezione sugli olivi, che potrebbe essere stata avviata dalla speculazione edilizia, potrebbe essere contrastata anche col semplice "verde rame" irrorato ai primi sintomi
xilella

L’emergenza Xylella, sugli olivi – ma non solo- si sta tingendo di giallo.
Ma non è solo l’indagine della magistratura di Lecce su una possibile fuga del batterio, originario del Costarica, da una riunione scientifica, a gettare ombre anche sulle iniziate operazione di contenimento dell’infezione con l’eradicazione totale delle piante, mentre i ramoscelli d’olivo sono banditi anche nelle chiese ( per la domenica delle palme)

TamTam si è occupato varie volte, http://www.iltamtam.it/?s=Xylella, del problema ed ha registrato anche tesi differenti sul fenomeno che dalla Puglia rischia di risalire lo stivale tanto da preoccupare in modo rilevante anche l’Ue

Agricoltori vecchi della zona e della coltivazione dell’olivo stanno facendo notare che  le aree colpite dal batterio sono tutte ricadenti in zone a vincolo paesaggistico e idrogeologico, ma ancora tutte a ridosso dei tratti più suggestivi della costa. Quelli, per intenderci, che fanno gola ai costruttori e ai magnati del comparto turistico.
E ricordano il fenomeno di qualche decennio fa con gli incendi dolosi che privilegiavano le zone protette, sollecitando anche una consulenza scientifica internazionale, alla stregua di quella che aiutò a bloccare il punteruolo rosso delle palme

Peraltro in Puglia fanno notare che trattamenti semplici sulle piante al primo apparire dei sintomi dell’infezione potrebbero evitare sia l’eradicazione che lo spargimento di sostanze chimiche.
E pare che il settanta percento degli alberi trattati in tal modo stia rispondendo bene.

Il suggerimento, di cui sarebbe opportuno tener conto anche in Umbria, sarebbe di  trattare le piante di olivo con concime foliare, atomizzato (cioè irrorato sulle foglie mediante dei compressori che spargono la soluzione acquosa in forma di aerosol), e miscelato con rame che, come è noto, è utilizzato come disinfettante generico. Sarebbe probabile che così si possa veicolare, tramite la permeabilità delle foglie, anche del medicinale.
Cosa che si potrebbe fare anche attraverso inoculazione.

In ogni caso è opportuno ricordare che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha concluso che esercitare particolare sorveglianza sul commercio delle piante destinate alla messa a dimora e sulla presenza di insetti infetti contenuti nelle spedizioni di vegetali sarebbe il modo più efficace di limitare la diffusione del batterio Xylella fastidiosa

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