Se Narni è impegnato con Rieti per la conquista del centro d’Italia, lu centru dellu munnu a Foligno, dall’alto del suo quasi centenario primato, ha finalmente deciso di sfruttarlo.
Anche se il bar Sassovivo dove era il bigliardo diventato famoso nel tempo non c’è più, il birillo centrale del bigliardo centrale torna a nuova vita con un un monile creato da Patrizia Buscemi, del laboratorio orafo Bottega dell’oro di Santa Maria degli Angeli, di Alessio e Paola, e dall’architetto Carlo Crescimbeni.
Un bel rosso, la superfice del monile che ricorda molto quello dei cornetti contro la sfortuna ma una foggia inconfondibile anche per chi mai s’è accostato al bigliardo e la possibilità di sfoggiarlo al collo, al polso, come portachiavi ecc.
Un bel ricordo dei tempi che furono a Foligno.
Il Gran Caffè Sassovivo, aperto nell’estate del 1930, fu laboratorio di trasformazioni sociali e culturali; officina dove sperimentare le idee e le nuove culture, cornice di vita cittadina, di aggregazioni e di conflitti sociali, di tensioni e di emozioni dove il “decor” andava oltre il semplice arredo.
Ambiente raffinato della borghesia folignate, che trascendeva la necessità del consumare, ma frequentato, a giocare a scacchi sui tavoli vicino alla vetrata che s’affacciava sul corso, anche da un personaggio prestigioso, per imprese ed umanità discreta e concreta, come l’ex comandante partigiano Antero Cantarelli.










