E’ rimasto solo il sindaco Rossini e la sua maggioranza a difendere un progetto totalmente inadatto per la frazione di Pian di San Martino. Dopo aver letto infatti la relazione tecnica dei progettisti della Provincia di Perugia in cui si spiega chiaramente che l’ipotesi dell’argine perimetrale non è quella ritenuta ottimale, ma che esistono altre opzioni ritenute migliori, oggi, per bocca dell’assessore all’ambiente, anche la Regione dell’Umbria ha posto forti perplessità su un’opera che potrebbe danneggiare la vivibilità della frazione.
Una presa di posizione, quella della Regione che, a fianco della relazione della Provincia, rende evidente come la volontà di costruire questo ecomostro rimanga esclusivamente in capo al Comune di Todi. Cadono le accuse dell’amministrazione e della sua maggioranza a chi come me, sin da subito, ha auspicato una soluzione diversa, indicata anche dai tecnici, ai quali, però, la solita politica ha dato indicazioni differenti. Immaginare di costruire un muro di oltre due metri, lungo più di un chilometro, interrotto da otto porte della dimensione di una strada è quanto di più avulso si possa pensare per una frazione e per i suoi abitanti. Continuerò a battermi affinché la strategia dello scarica barile, di cui Rossini e la sua superficiale maggioranza sono maestri, non vada in porto. Ormai è chiaro a tutti che questa amministrazione opera scelte che scontentano tutti e poi getta le responsabilità su altri soggetti politici ed istituzionali. Questa volta, però il giochino è stato smascherato dai fatti e da posizioni inequivocabili rispetto alle quali ci auguriamo il primo cittadino inizi a riflettere seriamente.

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