Tempo fa l’intuizione venne ad un ricercatore dell’Università di Perugia, ma a trasformare in farmaci, insetticidi biologici o addirittura in combustibile per riscaldare le serre gli scarichi delle acque reflue dei frantoi oleari liguri, ci penseranno i liguri.
E’ quanto si prefigge la Regione Liguria che, come l’Umbria, pur rappresentando meno del 2% della produzione nazionale di olio extravergine di oliva, è la prima in Italia ad aver iniziato lo studio che punta a risolvere un problema ambientale rilevante trasformandolo in una opportunità per tutta la filiera produzione italiana olivicola.
Il futuro sta nelle nuove tecnologie, con l’installazione di impianti ad hoc che consentono di utilizzare gli scarichi dei frantoi come combustibili, biomasse e fonti energetiche rinnovabili per l’agricoltura.
E’ stato presentato anche il frantoio ad “emissione 0” dove, con l’impiego di filtri a membrana, viene purificata l’acqua delle olive e trasformata in un concentrato di sostanze – principalmente polifenoli – utilizzate negli integratori alimentari, nei farmaci antitumorali e in insetticidi biologici.








