Bilancio positivo per le celebrazioni dell’Associazione Amici ed Ex–Allievi dell’Istituto Artigianelli Crispolti, che si sono svolte in giugno. Hanno risposto all’appello 135 persone, che si sono raccolte attorno alla memoria di un brano importante della propria esistenza: l’epoca dell’accoglienza e della formazione presso il Crispolti.
Istituzione storica della città di Todi, l’Istituto ha svolto, già da fine Ottocento e inizi Novecento, un ruolo sociale di grande importanza, traducendo il concetto di carità verso i più svantaggiati in impegno nella formazione di generazioni di giovani, molti dei quali, come artisti artigiani, hanno contribuito a rendere nota la città per la tradizionale lavorazione del legno a intaglio e intarsio.
Oggi, dopo la ristrutturazione funzionale della sede, l’ex convento agostiniano di Santa Prassede a Todi, grazie ai fondi della legge per il Giubileo, tenendo fede all’originaria idea di ospitalità e accoglienza, educazione e avviamento professionale di giovani privi di mezzi, il Crispolti si rivolge verso le moderne forme di povertà ed esclusione sociale.
Un particolare omaggio è stato compiuto quest’anno alla figura del fondatore, intitolando al suo nome il largo antistante la chiesa di Santa Prassede.
Una cerimonia religiosa a Santa Prassede è stata officiata da don Vincenzo Faustini, consigliere dell’Istituto, ed è stato reso omaggio all’appassionata opera che fu profusa dal Maestro Paolo D’Antonio e al ricordo degli ex-allievi e dei dirigenti defunti, tra cui Gianni Battini e don Ferdinando Falini.
Assieme alla mostra fotografica presso il Teatro dell’Istituto e alla discussione dei programmi dell’associazione presenti e futuri, dato che la Crispolti oltre al Convitto e all’Oratorio c’era sì la falegnameria per Ebanisti, ma anche la Scuola di musica, una ‘sorpresa’ preparata da giorni da alcuni ex allievi: quanti fecero parte del Complesso Bandistico Crispolti Città di Todi, in occasione dei 50 anni trascorsi dalla fondazione, hanno preparato ed eseguito domenica 8 giugno, un concerto di brani sotto la direzione di don Mario Venturi, prima presso il largo Crispolti, poi in Piazza del Popolo. Commozione intensa da parte dei musicisti e gioia da chi li ha ascoltati, seppure con l’amarezza del pensiero che fino ad ora, nonostante gli auspici, non è stata ancora trovata la strada per una rifondazione, dopo lo scioglimento della formazione nel 1984.












