La notizia non è ancora ufficiale, ma è ormai dato per certo che Riccardo Fioriti (Pd), raggiunto da un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti, rassegnerà le dimissioni da assessore ai lavori pubblici della Provincia di Perugia.
Fioriti, che successivamente alla raffica di arresti che hanno colpito dirigenti e funzionari dell’ente, si era limitato a restituire le deleghe al presidente della Giunta Cozzari, avrebbe così desistito dal voler rimanere al suo posto e deciso di fare il “passo” che da più parti, all’interno del Partito democratico ma anche da altre forze del centrosinistra (tra cui Rifondazione comunista) veniva sollecitato.
Una conferma delle voci viene dal fatto che Fioriti ha indetto una conferenza stampa per domani alle 11 non in Provincia ma presso la sede provinciale del Pd, elemento questo che fa supporre che le dimissioni siano state già formalizzate in Provincia.
Il presidente Cozzari, intanto, insieme alla Giunta, ha provveduto ad individuare quasi tutti i sostituti dei dirigenti e funzionari dell’ente indagati.
Confermando le indiscrezioni già pubblicate, nel tardo pomeriggio di oggi sono diventate ufficiali i “cambi”.
Cozzari ha annunciato infatti che l’Ing. Andrea Rapicetta andrà a sostituire il responsabile dell’Area Viabilità Adriano Maraziti, Danilo Montagano attuale responsabile del Servizio dei Centri per l’Impiego sostituirà Fabio Patumi al servizio Affari Generali, l’ingegner Luca Paggi è stato nominato capo del Servizio Idraulico, l’ingegner Carlo Alberto Brunori andrà a sostituire Lucio Gervasi alla Direzione dell’Area Ambiente e Territorio, Alberto Orvietani prenderà ad interim il servizio bilancio che era di Riccardo Pompili.
Riguardo alle altre questioni ancora in via di definizione – informa una nota – “il presidente si riserva entro la giornata di domani di dare elementi ulteriori e chiarire le questioni ancora in sospeso”.
Resta da nominare, infatti, il sostituto di Maria Antonietta Barbieri, la responsabile dell’ufficio contratto e appalti, quello maggiormente nell’occhio del ciclone della magistratura.
Attesa per la ufficializzazione della commissione di indagine interna che, secondo indiscrezioni, vedrebbe tra i componenti il vicepresidente Palmiro Giovagnola affiancato da Stefano Mazzoni e Alfonso Gentili, rispettivamente direttore e segretario generale dell’ente.
Intanto, nella giornata di ieri gli inquirenti hanno interrogato altri dieci indagati, tra cui Sergio Margutti di Todi che avrebbe risposto alle domande del giudice.
Si è avvalsa invece della facoltà di non rispondere Venera Giallongo, responsabile del servizio affari generali della Regione Umbria, in carcere per il filone dell’inchiesta relativa al consolidamento della rupe di Massa Martana.
Secondo l’accusa la Giallongo avrebbe indicato all’imprenditore Carini, altro indagato, le carenze tecniche del progetto presentato ed indicato come adeguarlo al bando, per poi procedere all’affidamento dei lavori a suo favore.












