Un allarme viene dalle comunità di accoglienza dei tossicodipendenti in Umbria: “ai problemi di dipendenza si sta sovrapponendo un’immagine del consumatore di sostanze sempre più confusa con quella degli spacciatori che creano questioni di ordine pubblico e insicurezza nella città. Chi ha problemi di dipendenza quindi, diventa luogo di battaglia ideologica”.
Lo scenario assomiglia purtroppo sempre più a quello nel quale i feriti dopo una battaglia tra eserciti contrapposti vengono “eliminati” perché sono nemici e non perché bisogna fermarli (cosa ovviamente già avvenuta).
La constatazione è venuta in occasione della presentazione di “In-Dipendenze culturali: l’inclusione ai tempi dell’insicurezza”, la seconda edizione della manifestazione organizzata dal Coordinamento nazionale comunità di accoglienza dell’Umbria sul tema delle dipendenze, in programma a Perugia da mercoledì a venerdì prossimo.
L’iniziativa prevede momenti di riflessione per riportare l’attenzione su un piano anche culturale. Infatti, il fenomeno della tossicodipendenza, pur assumendo le caratteristiche di un problema di sicurezza sociale, non è solo quello. Al contrario, rimanda a tutta una serie di problematiche che partono dal campo sociale e toccano in modo significativo quello sanitario.
Il programma prevede vari appuntamenti: tra questi due seminari, il primo dal titolo “Quale inclusione ai tempi dell’insicurezza?”, in programma mercoledì nella sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni, a Perugia, a partire dalle 10; il secondo appuntamento, sempre a Perugia, nella sala Fiume di Palazzo Donini, dalle 9 alle 13, affronterà il tema “Prossimità e sicurezza: dieci anni di Unità di strada a Perugia”.
È prevista anche la presentazione del libro “Città, droghe e sicurezza”, di Susanna Ronconi e Monica Brandoli, giovedì alle 16,30, nella sala Rossa di Palazzo Gazzoli a Terni, e venerdì, alle 17, nella sede della scuola media San Paolo di Perugia.









