Intervista al sindaco a dodici mesi esatti dall'insediamento effettivo della nuova Amministrazione comunale: è l'occasione per un bilancio ma anche per parlare delle iniziative che si vogliono programmare per il futuro
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Il 2 luglio di un anno fa, con l’effettivo insediamento del nuovo Consiglio comunale, prendeva avvio a tutti gli effetti a Todi l’Amministrazione di centrodestra, uscita vincente dalle urne appena venti giorni prima.
Sono dunque passati dodici mesi esatti da quando il sindaco Antonino Ruggiano ha preso in mano il governo cittadino.
Doveroso, se non addirittura obbligatorio, tirare un bilancio direttamente con il primo cittadino, al quale abbiamo sottoposto una ventina di domande sull’esperienza trascorsa ma, soprattutto, su ciò che potrà riservarci nei prossimi mesi l’azione amministrativa da lui impersonificata.
Dai soldi per il festival alla questione ospedali, dai rapporti con l’opposizione a quelli con gli enti di sinistra, dalle voci su possibili rimpasti di Giunta ai grandi progetti nei cassetti…

Qual è stato il momento per Lei più difficile? “Il frangente più traumatico ha coinciso con le prime due settimane di insediamento, quando ero ancora senza Giunta e mi sono trovato a fronteggiare da solo di tutto e di più, senza neppure aver ricevuto il passaggio delle consegne”.

Quale invece la questione più spinosa affrontata? “Ritengo che vada individuata nella gestione del Consiglio comunale, caratterizzata a lungo, soprattutto fino all’approvazione del bilancio preventivo, da un’eccessiva tensione, con tentativi continui di dare spallate. Ora la situazione è migliorata, anche grazie ad un clima politico nazionale diverso”.

Dovendo presentare la Sua attività di governo con una sola immagine quale sceglierebbe? “Individuerei quella degli oltre duemila cittadini che, settimana dopo settimana, sono entrati nel mio ufficio per rapportarsi e parlare direttamente con il sindaco”.

E a livello di percezione esterna della novità rappresentata dalla Sua Amministrazione?Il punto più alto credo sia stato raggiunto il giorno dell’anteprima del festival, con migliaia di persone in giro per Todi, nonostante il maltempo abbia poi costretto a spostare lo spettacolo al teatro. Più in generale è la forte partecipazione e l’alto coinvolgimento della città in tutte le iniziative che vengono promosse”.

antonino ruggianoRitiene che “l’anatra zoppa” abbia limitato l’attività di questo primo anno? “No. Non ho mai sofferto del problema: ho sempre pensato solo a fare il sindaco, pronto a confrontarmi sulle cose concrete con quanti mi hanno cercato per farlo. Non sono stato e non sarò disponibile a fare il contrario, ovvero a chiedere io preventivamente agli altri le strade da intraprendere. A guidare deve essere uno, attento sì ad ascoltare i suggerimenti ma anche a tenere il volante, altrimenti non si va da nessuna parte”.

Quale è la maggiore resistenza incontrata: riorganizzazione del personale, rapporto con gli altri enti di sinistra… “L’attenzione da parte della Regione non è venuta meno, basti pensare al milione di euro di recente recuperato per i progetti di manutenzione del colle di Todi. Detto questo, c’è da dire che mentre io voglio fare del Comune un ente che risponde ai cittadini, vi è ancora chi ritiene che debba essere un feudo che eroga favori. E’ una battaglia dura, che richiede un cambio di mentalità totale ma a cui tutti si dovranno adeguare”.

Come giudica il rapporto con l’opposizione? O sarebbe meglio parlare di più opposizioni distinte nel tempo e per atteggiamenti? “Francamente vedo un quadro confuso, con il Pd che non si sa bene che fine farà, Rifondazione che assume spesso posizioni separate, per non parlare dell’insondabilità del gruppo misto. A tentare di serrare le fila ci sta provando Rossini, ma io sto aspettando ancora delle proposte che non sia soltanto critiche disfattiste”.

Ritiene tali anche quelle sul festival? “Facciamo chiarezza: l’Amministrazione ha fatto un bando aperto per la scelta di una società che organizzi, assumendosi il rischio di impresa, l’evento diretto da Costanzo sulla base di un budget messo a disposizione dal Comune. Alla gara hanno partecipato tre società, ma si sta aspettando la definizione del quadro finanziario per fare l’affidamento”.

Al momento in “cassa” quanto ci sarebbe? “Dovremmo poter contare, a parte il consueto stanziamento del Comune già speso per l’anteprima, su circa 350 mila euro provenienti da istituzioni e da numerosi sponsor privati (sembra che l’Ariadsl metterà da sola 150 mila euro, ndr), che è già più di quello delle edizioni passate, senza considerare l’incasso di biglietteria”.

E l’annunciato finanziamento di 300 mila euro del Ministero? “E’ stato concesso con un decreto del 9 aprile, che però è stato bloccato dalla Corte dei Conti che lo ha individuato come “elettorale” per altri suoi contenuti. Riguardo alla sua erogazione abbiamo avuto rassicurazioni da parte del nuovo Ministro, ma in ogni caso è mia intenzione ragionare solo sulle cose sicure: per questo dispongo di un programma di massima che verrà ridotto o implementato a seconda delle effettive risorse”.

Nuovo ospedale unico: si parla di ritardi nelle opere di competenza del Comune… “Posso assicurare che provvederemo alla realizzazione della viabilità e della rete fognaria nei tempi necessari: il resto sono solo polemiche strumentali”.

E riguardo invece al vecchio nosocomio? “Diciamo le cose come stanno: l’immobile è della Asl ed è la Asl che deve venderlo. Come Comune abbiamo dato la disponibilità a fare qualsiasi modifica urbanistica in grado di valorizzare il complesso, cercando ovviamente di indirizzare le scelte verso una rivitalizzazione dell’area di Porta Romana”.

Una critica pesante è quella dell’assenza di grandi progettualità… “Non è vero. Sui Programmi Urbani Complessi abbiamo individuato delle aree sulle quali promuovere insieme ai privati degli interventi: quella dell’ex pastificio Cappelletti, il campo Ferdinandi sotto il Vescovado, la zona di Simoncino, le terrazze Lupattelli ma anche il Quartiere Europa. Siamo impegnati poi per l’accesso ai fondi del Gal a favore delle realtà frazionali. Per non parlare del lavoro che si sta facendo per la redazione di un piano strategico della città che sappia prevedere e disegnare il suo sviluppo nell’arco dei prossimi vent’anni”.

Si sta lavorando al parco progetti insomma? “Sì, esatto, anche se da qui a vederli finanziati non sarà semplice, visto che Todi ha già ricevuto in passato stanziamenti per opere simili. L’obiettivo vero dell’Amministrazione è però il rifinanziamento della legge del colle da far inserire nella Finanziaria 2009, con la richiesta per noi ed Orvieto di 50 milioni di euro”.

Si parla anche di un progetto avveniristico per dei parcheggi sotto Todi… “Esiste, ma preferisco non svelarlo ora. Si tratta di un intervento che prevede 400 posti auto e percorsi meccanizzati di mobilità pedonale, con un investimento stimato in 12 milioni di euro che dovrebbe essere realizzato da privati con la formula del project financing. Al momento sono in corso degli studi di fattibilità sia dal punto di vista tecnico che finanziario”.

Ci dica due realizzazioni che si impegna a portare a termine entro un anno… “La prima è che Todi diventerà la principale città dell’Umbria per presenza di impianti fotovoltaici: vi sono contatti con aziende primarie del settore per sviluppare in tal senso qualcosa di veramente spettacoloso”.

E il secondo? “E’ di rendere l’intero territorio tuderte cablato e quindi raggiunto da Internet a banda larga: su questo fronte siamo già pronti ed abbiamo due diverse opzioni operative tra le quali scegliere. Il centro storico è già coperto: presto sarà possibile attivare servizi particolarmente innovativi anche dal punto di vista turistico”.

Ultima cosa: gira voce di un possibile rimpasto di Giunta? “E’ una voce che è arrivata anche a me… ma che ad oggi non mi risulta”.

Quindi nessun aggiustamento di rotta e nemmeno un settimo assessore? “Al momento non è previsto, ma qualora se ne presenterà la necessità per far fronte a nuove esigenze amministrative non è da parte mia che ci saranno preclusioni. Per il momento non c’è bisogno”.

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