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	<title>Politica &#171; ilTamTam.it il giornale online dell’umbria</title>
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	<description>Mensile free press e quotidiano online</description>
	<lastBuildDate>Tue, 16 Jun 2026 14:37:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>I parlamentari umbri su Phobos e aree non idonee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 14:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione chiama a raccolta i parlamentari umbri sulla questione della pianificazione territoriale degli impianti alimentari da fonti rinnovabili]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto alla sala Digipass del Comune di Orvieto un importante momento di confronto istituzionale con i <strong>parlamentari eletti in Umbria</strong>, promosso dall&#8217;assessore regionale <strong>Thomas De Luca</strong>, per fare il punto sulla delicata questione della <strong>pianificazione territoriale</strong> degli impianti alimentari da fonti rinnovabili e sul caso specifico del <strong>progetto eolico Phobos</strong>. All&#8217;incontro hanno partecipato, oltre all&#8217;assessore De Luca per la Regione Umbria e ai vertici dell&#8217;amministrazione comunale di Orvieto, tra cui la Sindaca e l&#8217;assessore Sacripanti, la vicepresidente della Camera On. <strong>Anna Ascani,</strong> il Sen. <strong>Walter Verini</strong>, l&#8217;On. <strong>Emma Pavanelli</strong> e l&#8217;On.<strong> Raffaele Nevi</strong>. Nessuna risposta è arrivata da parte degli altri parlamentari eletti nei collegi umbri.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&#8220;Ci tengo prima di tutto &#8211; dichiara l&#8217;assessore regionale all&#8217;ambiente e all&#8217;energia Thomas De Luca &#8211; a ringraziare l&#8217;amministrazione comunale, la sindaca Roberta Tardani e in particolare l&#8217;assessore Andrea Sacripanti che sta davvero dimostrando, oltre gli schieramenti, di avere a cuore il proprio territorio. L&#8217;incontro si è sviluppato su due direttrici parallele. In primo luogo è stata affrontata la questione Phobos su cui la Regione Umbria ha già avviato un&#8217;impegnativa<strong> azione di riesame amministrativo.</strong> Si è quindi discusso del quadro normativo generale e della recente<strong> impugnativa del Governo contro la legge regionale dell&#8217;Umbria</strong>. Ho ribadito come la definizione delle <strong>&#8216;aree non idonee</strong>&#8216; non rappresenti un blocco alla transizione energetica, ma anzi uno strumento di accelerazione a tutela degli stessi proponenti. Senza pianificazione, la Regione rischia di subire una totale deregulation e una compromissione irreversibile del proprio patrimonio artistico, culturale e ambientale&#8221;.</p>
<p>All&#8217;esito del lungo confronto è emersa una chiara volontà di collaborazione trasversale. In particolare, è stata pienamente accolta la proposta formulata dal Senatore Verini di istituire un tavolo di concertazione a Roma. L&#8217;Onorevole Raffaele Nevi, esponente della maggioranza, ha preso formalmente l&#8217;impegno di farsi parte attiva per organizzare e facilitare questo incontro istituzionale con il Governo.</p>
<p>&#8220;Attendiamo fiduciosi che sia dato velocemente seguito a tale impegno per dare risposte concrete ai cittadini orvietani e umbri. Nelle scorse settimane a pochi chilometri di distanza, nel viterbese, il Governo ha revocato un decreto VIA rilasciato per un parco eolico simile, chiediamo che venga data la stessa attenzione al territorio dell&#8217;Alfina&#8221; conclude l&#8217;assessore De Luca.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Ospedale Pantalla: “Sì all’integrazione, no alla fusione”</title>
		<link>https://www.iltamtam.it/2026/06/09/ospedale-pantalla-si-allintegrazione-no-alla-fusione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Sensini (Umbria Civica per Todi) - Sabatino Ranieri (Marsciano Democratica)]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 20:29:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Umbria Civica per Todi e Marsciano Democratica propongono un Documento Politico per il rilancio dell’ospedale Media Valle del Tevere]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il territorio della Media Valle del Tevere ha già attuato una profonda razionalizzazione con la chiusura dei nosocomi di Todi e Marsciano a favore del polo unico di Pantalla. Durante l&#8217;emergenza COVID-19, la struttura è stata interamente sacrificata per fini regionali, sospendendo i servizi ordinari. È tempo che questo spirito di solidarietà venga ricambiato con impegni concreti.</p>
<p>Non si può non tenere conto che l&#8217;uso rigido del DM 70/2015 (come elemento per negare il DEA di I livello) se applicato all&#8217;intera rete ospedaliera regionale, determinerebbe la revisione dell&#8217;intero attuale sistema.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>È chiaro pertanto, che, in Umbria, tale qualifica dipende da scelte politiche e deroghe: chiediamo che la politica premi la centralità strategica di Pantalla, garantendo risposte certe anche sull&#8217;emergenza-urgenza.</p>
<p>In questi anni ci siamo posti obiettivi imprescindibili:</p>
<p>&#8211; Ritorno immediato a tutti i servizi e le prestazioni attive nel periodo pre-Covid.</p>
<p>&#8211; Valorizzazione del personale medico e tecnico, mettendolo in condizione di operare al meglio.</p>
<p>&#8211; Garantire una sanità di prossimità moderna, sicura ed efficiente per l&#8217;intero comprensorio.</p>
<p>Tutto questo affinché l&#8217;ospedale di Pantalla  tornasse ad essere il fulcro sanitario della Media Valle del Tevere.</p>
<p>Con il cambio di governo regionale, il dibattito (attraverso il nuovo PSSR) si è spostato all&#8217;interno di un quadro di ridefinizione dell&#8217;intero sistema sanitario e quindi anche della sua rete ospedaliera.</p>
<p>Le forti e legittime spinte del territorio e dei cittadini vanno, pertanto, con senso di responsabilità, ricondotte all&#8217;interno di un ragionamento più articolato e complesso che, pur non rinunciando agli obbiettivi fondamentali sopra declinati, si contestualizzi in un quadro di riorganizzazione complessiva del sistema.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Con questa visione si può ragionare di &#8220;integrazione tra l&#8217;ospedale di Pantalla e l&#8217;Azienda Ospedaliera di Perugia&#8221;.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Tale modalità (che recede da richieste esclusivamente territoriali, ma respinge ipotesi di fusioni ) può rappresentare una grande opportunità per rafforzare la rete sanitaria umbra, ma soltanto se viene costruita secondo un modello equilibrato, moderno e realmente funzionale. Il rischio principale, infatti, è che un&#8217;integrazione mal progettata si trasformi progressivamente in una centralizzazione delle attività verso Perugia, con il conseguente indebolimento del presidio territoriale della Media Umbria.</p>
<p>Per questo motivo, il punto decisivo non è se integrare o meno Pantalla con Perugia, ma capire in quale modo questa integrazione debba essere realizzata.</p>
<p>La soluzione più corretta, sostenibile e coerente con le migliori esperienze sanitarie italiane non è la fusione amministrativa né l&#8217;incorporazione del presidio all&#8217;interno dell&#8217;Azienda Ospedaliera di Perugia. Un modello di questo tipo rischierebbe infatti di trasformare Pantalla in una semplice articolazione periferica dell&#8217;HUB regionale, con perdita progressiva di autonomia, personale, attività e capacità attrattiva.</p>
<p>In molti contesti sanitari italiani si è visto che quando un piccolo o medio presidio viene completamente assorbito da una grande azienda ospedaliera, il sistema tende naturalmente a concentrare nell&#8217;HUB le professionalità, le casistiche più importanti, le risorse tecnologiche e le funzioni strategiche. Lo spoke finisce così per svolgere attività residuali, con una riduzione graduale della chirurgia, un indebolimento del Pronto Soccorso e una progressiva perdita di identità ospedaliera.</p>
<p>È esattamente questo lo scenario che deve essere evitato.</p>
<p>Pantalla non deve diventare un ospedale subordinato a Perugia. Deve invece essere riconosciuto come un presidio ospedaliero di rete integrato funzionalmente con l&#8217;HUB, ma dotato di una propria autonomia organizzativa, produttiva e clinica.</p>
<p>Il modello più moderno e più adatto alla realtà umbra è quello della integrazione funzionale forte senza incorporazione amministrativa.</p>
<p>Questo significa che le due aziende devono collaborare strettamente sul piano clinico, scientifico, organizzativo e professionale, mantenendo però strutture amministrative distinte e preservando il ruolo territoriale del presidio di Pantalla.</p>
<p>In concreto, Pantalla deve continuare a far parte della rete ospedaliera della USL Umbria 1, mentre l&#8217;Azienda Ospedaliera di Perugia deve rappresentare l&#8217;HUB regionale di alta specializzazione. Le due realtà devono essere collegate attraverso dipartimenti clinici interaziendali, reti assistenziali condivise e percorsi comuni di cura.</p>
<p>Questo modello consentirebbe di integrare le competenze senza svuotare il presidio territoriale.</p>
<p>L&#8217;obiettivo non deve essere quello di trasferire progressivamente tutto a Perugia, ma quello di distribuire in modo razionale le funzioni sanitarie all&#8217;interno della rete regionale.</p>
<p>Perugia deve continuare a svolgere il ruolo di centro per l&#8217;alta complessità, la chirurgia superspecialistica, il trauma maggiore e le discipline ad elevata tecnologia. Pantalla, invece, può diventare il presidio di riferimento della Media Umbria per la gestione della media complessità, della chirurgia programmata, dell&#8217;ortopedia elettiva, della medicina d&#8217;urgenza, della sub-intensiva e dei percorsi post-acuti.</p>
<p>Questo modello permetterebbe contemporaneamente di alleggerire la pressione sull&#8217;HUB di Perugia e di rafforzare la capacità ospedaliera territoriale.</p>
<p>Perché questo sistema possa funzionare, però, è indispensabile che Pantalla mantenga una reale autonomia funzionale.</p>
<p>Ciò significa che il presidio deve disporre di personale assegnato stabilmente, di una direzione sanitaria forte, di una programmazione propria delle attività, di obiettivi produttivi definiti e di volumi minimi garantiti dalla Regione.</p>
<p>Uno dei principali errori da evitare sarebbe infatti la rotazione continua dei professionisti da Perugia verso Pantalla. Quando un ospedale non ha équipe stabili e dipende interamente dal personale dell&#8217;HUB, perde inevitabilmente identità, capacità organizzativa e credibilità agli occhi dei cittadini.</p>
<p>Pantalla deve invece avere professionisti riconoscibili, strutture cliniche dedicate e responsabilità organizzative locali. L&#8217;integrazione deve servire a creare collaborazione e condivisione di competenze, non dipendenza permanente.</p>
<p>Allo stesso modo, è fondamentale che il presidio mantenga attività cliniche significative e non residuali. La chirurgia, l&#8217;ortopedia, la medicina interna, la sub-intensiva e il Pronto Soccorso devono essere sostenuti attraverso una programmazione regionale chiara e stabile.</p>
<p>Per evitare il rischio di svuotamento, la Regione dovrebbe definire formalmente volumi minimi di attività, standard di personale e funzioni obbligatorie del presidio. Senza queste garanzie, il sistema tenderebbe inevitabilmente a concentrare progressivamente tutto sull&#8217;HUB di Perugia.</p>
<p>Un altro elemento fondamentale riguarda la missione specifica del presidio.</p>
<p>Pantalla non deve limitarsi a replicare in piccolo le attività dell&#8217;ospedale di Perugia, perché in questo caso sarebbe inevitabilmente destinato a perdere. Deve invece specializzarsi in funzioni ben definite all&#8217;interno della rete regionale.</p>
<p>Può diventare il polo della Media Umbria per la chirurgia programmata ad alto volume, per i percorsi rapidi chirurgici, per l&#8217;ortopedia elettiva, per la gestione internistica avanzata, per la sub-intensiva territoriale e per la presa in carico delle cronicità complesse.</p>
<p>In questo modo Pantalla non sarebbe un doppione dell&#8217;HUB, ma un presidio complementare e strategico all&#8217;interno della rete ospedaliera umbra.</p>
<p>Il punto decisivo sarà comunque rappresentato dagli atti amministrativi e organizzativi con cui verrà costruita l&#8217;integrazione.</p>
<p>Se Pantalla verrà definito semplicemente come presidio periferico dipendente dall&#8217;Azienda Ospedaliera di Perugia, il rischio di svuotamento sarà molto elevato. Se invece gli accordi regionali e gli atti aziendali definiranno con precisione funzioni proprie, personale dedicato, autonomia organizzativa, budget specifici e missioni cliniche riconosciute, allora l&#8217;integrazione potrà realmente trasformarsi in un&#8217;occasione di crescita.</p>
<p>La soluzione più intelligente non è dunque la fusione amministrativa né l&#8217;assorbimento del presidio da parte dell&#8217;HUB, ma la costruzione di una rete ospedaliera integrata nella quale Perugia e Pantalla svolgano funzioni diverse ma complementari.</p>
<p>Perugia deve rappresentare il centro regionale dell&#8217;alta complessità. Pantalla deve diventare il presidio ospedaliero strategico della Media Umbria per la gestione della media complessità e per l&#8217;alleggerimento dell&#8217;HUB.</p>
<p>Solo un modello di integrazione funzionale forte, fondato sulla collaborazione tra aziende ma senza incorporazione amministrativa, può garantire contemporaneamente efficienza del sistema sanitario regionale, tutela del territorio e rafforzamento reale dell&#8217;ospedale di Pantalla.</p>
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		<title>Grande partecipazione per Todi Ora di Andrea Vannini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 07:19:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Todi]]></category>
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					<description><![CDATA[Al centro dell'iniziativa la presentazione dei risultati del questionario sulla qualità della vita e sui servizi a Todi, al quale hanno risposto 500 cittadini: "siamo uno spazio aperto di ascolto, confronto e proposta"]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grande partecipazione sabato 6 giugno al <strong>primo incontro pubblico promosso da Todi Ora</strong>, il nuovo spazio di confronto fisico e virtuale nato con l&#8217;obiettivo di aprire un confronto serio e concreto sui temi che riguardano il futuro della città e favorire la partecipazione dei cittadini in vista delle elezioni amministrative del 2027.<br />
Al centro della mattinata la presentazione dei risultati del questionario sulla qualità della vita e sui servizi a Todi, al quale hanno risposto quasi 500 cittadini. &#8220;<strong>I dati &#8211; illustrati da Andrea Vannini &#8211; restituiscono il quadro di una città che chiede un deciso cambio di passo.</strong> Lavoro, giovani, calo demografico, servizi, sostegno alle famiglie, sanità, manutenzione delle strade e delle frazioni, accessibilità del centro storico sono i temi che emergono con maggiore forza&#8221;, informa una nota.</p>
<p>Particolarmente significativo il giudizio sull&#8217;attuale amministrazione comunale: oltre tre cittadini su quattro esprimono una valutazione insufficiente. Un dato che evidenzia una diffusa insoddisfazione rispetto alla capacità di affrontare le questioni considerate prioritarie dalla cittadinanza e che conferma la richiesta di una visione nuova per il futuro della città.<br />
Dall&#8217;indagine emerge inoltre una riflessione importante: <strong>Todi continua ad essere apprezzata per la sua bellezza e per la sua capacità di attrarre visitatori, ma molti cittadini non vedono tradursi questi risultati in maggiori opportunità di lavoro, servizi e qualità della vita.</strong> In altre parole, non basta una città bella da visitare: serve una città nella quale sia possibile vivere, lavorare e costruire il proprio futuro.</p>
<p>A concludere l&#8217;iniziativa è stata l<strong>&#8216;assessora del Comune di Perugia Costanza Spera, che ha portato l&#8217;esperienza del capoluogo umbro sulle politiche sociali, il diritto all&#8217;abitare, il sostegno alle famiglie e l&#8217;inclusione.</strong> Un intervento particolarmente apprezzato perché ha mostrato come, anche a livello locale, sia possibile mettere in campo politiche concrete per contrastare le fragilità sociali, sostenere i giovani e rafforzare il legame tra istituzioni e cittadini.<br />
Numerosi anche gli interventi dei singoli cittadini: Luca Rinaldi, Marco Battistini, Matteo Quartucci, Chiara Pepi, Michela Sordini, Daniela Luzzi, Marvin Asimwe, Luca Foschini, Emanuele Storti, Massimo Tassoni, Eros Modolo. Presenti anche molti esponenti delle Associazioni. Tutti hanno contribuito ad arricchire il confronto con proposte, idee ed esperienze dirette. Un segnale importante che conferma l&#8217;esistenza di una forte domanda di ascolto, partecipazione e di un dibattito pubblico più aperto sui temi che riguardano il futuro della comunità tuderte.</p>
<p>&#8220;L&#8217;obiettivo di Todi Ora &#8211; conclude la nota è di <strong>offrire uno spazio aperto di ascolto, confronto e proposta, capace di mettere al centro i problemi reali della città e le aspettative dei suoi cittadini.</strong> Il percorso avviato con questo primo incontro proseguirà nei prossimi mesi con nuove iniziative pubbliche, approfondimenti tematici e momenti di partecipazione fisica e virtuale, nella convinzione che il futuro di Todi debba tornare ad essere costruito attraverso il coinvolgimento della comunità e una visione più ambiziosa per il suo sviluppo&#8221;.</p>
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		<title>Arriva a Todi il Comitato di Futuro Nazionale di Vannacci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 17:08:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Todi]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo il Comitato Hammamet 678 aperto in Tunisia dal generale Ruspolini, il movimento di Vannacci si insedia a Todi, con Claudio Serrani]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la creazione del <strong>“Comitato Hammamet 678</strong>” ad opera del generale <strong>Adriano Ruspolini</strong> (ex vice sindaco di Todi sotto il simbolo della Lega, nella scorsa legislatura del sindaco Ruggiano), viene aperto anche a Todi il <strong>Comitato Costituente di Futuro Nazionale</strong> a sostegno del <strong>generale Vannacci.</strong><br />
In una nota si informa che al Comitato Costituente fa capo “una persona di spicco della realtà cittadina. <strong>Claudio Serrani</strong>, noto imprenditore Tuderte, con un passato in politica nell’area della destra umbra e nazionale, guiderà la “pattuglia” dei sostenitori di Vannacci a Todi. Le aspettative sono sicuramente alte, come è alto l’entusiasmo per le idee che il movimento sta portando avanti in difesa degli italiani. Da oggi, i “notabili” della politica Tuderte devono necessariamente tenere conto che un’altra realtà politica esiste sul territorio”.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Ferrovia centrale umbra: quando la convenzione con RFI?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 07:31:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria]]></category>
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					<description><![CDATA[Question time in consiglio regionale sulla questione del completamento della linea ferroviaria per la tratta Città di Castello–Sansepolcro, con il rischio secondo l’interrogante Enrico Melasecche, del non rispetto del cronoprogramma]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella sessione ‘<strong>question time’</strong> dell&#8217;ultima seduta dell’Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, il consigliere <strong>Enrico Melasecche</strong> (Lega) ha interrogato l’assessore Francesco de Rebotti in tema di <strong>Ferrovia Centrale Umbra</strong> chiedendo, nello specifico, chiarimenti circa la “mancata firma della <strong>convenzione con RFI per la tratta Città di Castello–Sansepolcro</strong> e rischi per il cronoprogramma dell&#8217;intera dorsale umbra”.</p>
<p>L’interrogante ha chiesto dunque di sapere: “quali siano le ragioni specifiche che determinano la perdurante mancata sottoscrizione della convenzione con RFI per la ricostruzione della FCU nella tratta Città di Castello-Sansepolcro nei nove mesi successivi alle prime sollecitazioni formali di luglio 2025; se il cronoprogramma che prevedeva il completamento dell&#8217;intera dorsale FCU entro il 2027 sia ancora compatibile con i ritardi accumulati e, in caso contrario, quale sia la nuova previsione aggiornata per l&#8217;ultimazione dei lavori e la messa in esercizio dei convogli elettrici Minuetto sull&#8217;intera linea, viste le rilevanti aspettative di moltissimi umbri; quali misure sono state prese e con quale efficacia per impedire la vandalizzazione delle nuovissime livree dei Minuetto elettrici, considerato che era fin troppo facile immaginare il ripetersi di tali episodi e per fare provvedere alla loro immediata pulizia”.</p>
<p>Illustrando l’atto, Melasecche ha ricordato che: “con deliberazione CIPESS adottata nel novembre 2024, alla Regione Umbria sono stati assegnati 80 milioni di euro nell&#8217;ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d&#8217;Assisi; di tali risorse, 55 milioni di euro sono destinati al finanziamento dei lavori sulla tratta Città di Castello–Sansepolcro della Ferrovia Centrale Umbra (FCU) e 10 milioni alla progettazione della nuova stazione Alta Velocità Medio Etruria da realizzare a Creti (Cortona); i residui 15 milioni riferiti ad Assisi risultano ad oggi, fatto &#8211; &#8211; gravissimo, non più utilizzabili per ritardo nella esecuzione dei lavori. La gara per l&#8217;esecuzione dei lavori sulla tratta Città di Castello–Sansepolcro è stata aggiudicata da RFI ad una serie di imprese fra cui la SALCEF, primaria impresa specializzata in costruzioni ferroviarie, pronta ad avviare le attività di cantiere non appena perfezionata la necessaria convenzione con Rete Ferroviaria Italiana (RFI). A partire dal luglio 2025 RFI ha formalmente sollecitato la Giunta regionale, e in particolare l&#8217;Assessore alle infrastrutture e trasporti, affinché assumesse le iniziative necessarie alla definizione e alla sottoscrizione della convenzione indispensabile per dare avvio al cantiere; a distanza di nove mesi da tali sollecitazioni, la convenzione non risulta ancora sottoscritta e la pratica rimane in uno stato di stallo ingiustificato. Il perdurare dell&#8217;inerzia espone la Regione al concreto rischio che SALCEF, gravata da oneri fissi rilevanti legati ai propri investimenti in personale e macchinari specializzati, sia indotta a riorientare la propria capacità produttiva su altri cantieri, con conseguenze potenzialmente irreversibili sul rispetto del cronoprogramma concordato con il sottoscritto due anni fa. Sono già iniziate le vandalizzazioni dei Minuetto da parte di sconosciuti imbrattando le nuove livree fiammanti fin sopra i finestrini, senza che siano stati messi in atto provvedimenti e tecnologie per l’indispensabile controllo nelle stazioni con il rischio che chiunque, anche con intenti ancor più gravi, può accedere e fare ciò che crede senza che sia stato individuato e denunciato per danni e disservizi. Il completamento dell&#8217;intera dorsale umbra della FCU con materiale rotabile elettrico di tipo Minuetto, già pianificato entro il 2027, rappresenta un obiettivo strategico di mobilità sostenibile e coesione territoriale per la Regione Umbria, costruito nel corso degli anni con risorse nazionali e regionali; il ritardo che si sta accumulando da parte della nuova Giunta regionale rischia di rendere tale traguardo incompatibile con le scadenze finanziarie e operative previste, compromettendo un investimento pubblico già interamente finanziato e appaltato; la mancata attivazione tempestiva del cantiere determina, oltre al danno diretto per l&#8217;infrastruttura ferroviaria, un segnale negativo nei confronti degli operatori privati e degli enti finanziatori circa l&#8217;affidabilità della Regione Umbria come soggetto attuatore di opere pubbliche”.</p>
<p><strong>L’assessore De Rebotti ha risposto</strong> che: “Occorre premettere che relativamente ai 15 milioni di euro per cinque progetti originariamente facente parte del programma di interventi (delibera CIPES 71/24) sono state già individuate risorse utilizzabili per l&#8217;esecuzione dei lavori. Si è conclusa positivamente l&#8217;istruttoria delle strutture tecniche del MEF per il finanziamento delle medesime progettualità a valere sulle risorse del Fondo Investimenti. È in fase di approvazione formale da parte della Ragioneria generale dello Stato il decreto di assegnazione dei fondi e di autorizzazione all&#8217;avvio delle attività. Relativamente ai 55 milioni di euro di FSC destinati al finanziamento dei lavori sulla tratta Città di Castello-Sansepolcro sulla FCU si rappresenta quanto segue: a decorrere dal secondo semestre 2025 sono state effettuate ripetute e costanti interlocuzioni, intensificate nel corso del 2026 tra le strutture tecniche regionali e RFI al fine di addivenire alla stipula della Convenzione regolanti i rapporti tra Regione Umbria, entro il assegnatario delle risorse e RFI, soggetto attuatore, in considerazione della necessità di chiarire alcuni aspetti sostanziali inerenti il circuito finanziario, la rendicontazione delle spese e il rispetto del termine vincolante per l’aggiudicazione definitiva dell&#8217;appalto. Rispetto a quest&#8217;ultimo aspetto, la delibera CIPES 71/24 stabilisce che il mancato rispetto del trimestre di aggiudicazione definitiva dell&#8217;appalto, 30 giugno 2026, come indicato nell&#8217;allegato alla delibera medesima in quanto derivante dal cronoprogramma procedurale, determina la revoca automatica delle risorse assegnate. Considerata la specificità dell&#8217;intervento, RFI, dopo svariate ipotesi e approfondimenti interni, ha comunicato di ritenersi soddisfatto il requisito fissato dalla delibera CIPES 71/24 con l’aggiudicazione degli accordi quadro idonei a fondare obbligazioni giuridicamente vincolanti sotto il profilo giuridico finanziario del monitoraggio della spesa, a valere sui quali verranno emessi i contratti applicativi per l&#8217;esecuzione dei lavori. Per giungere rapidamente alla stipula della Convenzione, le strutture regionali hanno proposto varie versioni del testo che, pur riconoscendo quanto dichiarato da RFI, tutelassero comunque la Regione dal rispondere per l&#8217;intero importo e con fondi propri qualora l&#8217;amministrazione centrale consideri inammissibile l&#8217;interpretazione del soddisfacimento dell&#8217;obbligazione giuridicamente vincolante con l’aggiudicazione degli accordi quadro. Tale soluzione è stata più volte rigettata da RFI. Contestualmente la Regione, al fine di superare la criticità e accelerare la definizione di un testo condiviso di convenzione, ha anche avviato un&#8217;interrogazione, sia informale che formale, con l&#8217;amministrazione centrale competente, richiedendo se il requisito dell’aggiudicazione definitiva possa considerarsi soddisfatto con gli accordi quadro. Ad oggi si è in attesa di un riscontro da parte del Dipartimento per le politiche di coesione, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la richiesta di chiarimento avanzato. Altro fattore di criticità è rappresentato dal circuito finanziario, il quale prevede che il trasferimento delle risorse avvenga tramite una modalità a rimborso dei costi effettivamente sostenuti e transitando per il bilancio regionale, trattandosi di importi considerevoli per ciascun sal, anche pari a 10-20 milioni di euro, che il bilancio regionale non è in grado di anticipare, è stato previsto da parte delle strutture tecniche il pagamento delle spese rendicontate da RFI all&#8217;avvenuto incasso da parte della Regione della corrispondente tranche di finanziamento. Da parte sua, RFI non solo ha ritenuto non accettabile tale progressione, ma ha altresì richiesto che la Regione si impegni, in caso di mancato incasso delle risorse, ad individuare le necessarie fonti di finanziamento alternative per la copertura delle spese oggetto di rendicontazione. Relativamente al cronoprogramma che prevedeva il completamento, ad oggi non risultano ritardi accumulati in quanto da cronoprogramma originariamente approvato e oggetto di istruttoria dell&#8217;amministrazione centrale, l&#8217;appalto dei lavori è previsto entro il secondo trimestre 2026, la chiusura dei lavori entro il secondo trimestre 2029. Per quanto concerne gli episodi di vandalismo sui Treni Minuetto, si evidenzia che la gestione operativa e la manutenzione del materiale rotabile hanno registrato un sostanziale mutamento a seguito del subentro di Trenitalia nella gestione dei servizi ferroviari sulla rete regionale. Trenitalia, operando in qualità di gestore nazionale, è dotata di una struttura organizzativa, logistica e di personale nettamente più dimensionata e adeguata per garantire standard superiori nella vigilanza, nella custodia e nella tempestiva manutenzione ordinaria e straordinaria dei convogli. Tale affidamento assicura pertanto un approccio gestionale differente e una capacità di intervento rapida ed efficace per la rimozione dei graffiti e il costante mantenimento del decoro della flotta”.</p>
<p><strong>Nella replica</strong>, Melasecche ha espresso “preoccupazione perché la ricostruzione della Ferrovia Centrale di Umbra è l&#8217;opera delle opere. Fra gli investimenti che erano stati previsti inizialmente, tra quelli ottenuti da noi, Pinqua e tutto il resto, parliamo di circa 450 milioni di euro. Si tratta di una ricostruzione totale della ferrovia con aggiunta di tutte le più moderne tecnologie. Sarebbe quindi gravissimo se quella tratta conclusiva non dovesse terminarsi in tempo utile. Prendo atto del cronoprogramma, ma all’Assessore chiedo di seguire personalmente la situazione perché non ci possiamo permettere di perdere i finanziamenti. Per quanto riguarda invece la vandalizzazione dei nuovi treni Minuetto, se la responsabilità è di Trenitalia dobbiamo farci rispettare. Dobbiamo pretendere l’effettuazione dei controlli e coloro che la notte vanno a vandalizzare i treni vanno individuati e denunciati e subiscano le conseguenze dei danni”.</p>
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		<title>Todi, al via gli incontri di “Todi Ora” con i cittadini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 08:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Todi]]></category>
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					<description><![CDATA[Primo appuntamento sabato 6 giugno, nel quale sarà ospite Costanza Spera, Assessora del Comune di Perugia per le Politiche Sociali, casa, pari opportunità]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Todi Ora&#8221;</strong> <strong>è un soggetto civico</strong> che nasce con l&#8217;obiettivo di “contribuire a costruire una nuova idea di Todi: uno spazio aperto di confronto, proposte e discussione sul futuro della nostra comunità”.</p>
<p>Nelle scorse settimane Todi Ora ha lanciato un questionario aperto a tutte le cittadine e i cittadini tuderti, attraverso il quale sono state raccolte “idee, opinioni e suggerimenti per favorire lo sviluppo della città e migliorare la qualità della vita del nostro territorio”.</p>
<p>Il primo appuntamento degli incontri con la cittadinanza, si terrà <strong>sabato 6 giugno alle ore 10.00, presso la Trattoria Quei Tre a Pontenaia di Todi</strong> e sarà l&#8217;occasione per presentare i risultati del questionario e aprire una discussione pubblica sui temi emersi.</p>
<p><strong>Ospite dell&#8217;incontro sarà Costanza Spera,</strong> Assessora del Comune di Perugia Politiche Sociali, casa, pari opportunità e lotta alle diseguaglianze.</p>
<p>Todi Ora si ispira al modello Perugia nel campo del sociale, che rappresenta oggi “un&#8217;esperienza virtuosa e concreta, da cui anche Todi può trarre spunti e ispirazione”.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Costituita la segreteria comunale di Marsciano Civica  </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 13:01:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marsciano]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Il segretario comunale Giuliano Bartolini ha sottolineato come il gruppo lavorerà con unità e spirito di squadra nell'interesse della città e del territorio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è costituita a Marsciano la <strong>segreteria comunale di Marsciano Civica</strong>, alla presenza del segretario regionale di Umbria Civica <strong>Francesco Nilo Arcudi</strong> e del coordinatore territoriale Media Valle del Tevere <strong>Luigi Sensini.</strong></p>
<p>Il segretario comunale <strong>Giuliano Bartolini</strong> ha sottolineato come il gruppo lavorerà con unità e spirito di squadra nell&#8217;interesse della città e del territorio.<br />
&#8220;Umbria Civica continua a crescere e a radicarsi sempre di più in tutta l&#8217;Umbria, costruendo una presenza concreta fatta di ascolto, impegno e attenzione ai problemi reali dei cittadini.<br />
Sicurezza, sviluppo economico e particolare attenzione all&#8217;ospedale di Pantalla — presidio sanitario fondamentale e strategico non solo per Marsciano ma per un&#8217;ampia parte della regione — saranno alcuni dei temi centrali dell&#8217;attività politica del movimento sul territorio. I cittadini meritano chiarezza e trasparenza.</p>
<p>Per questo riteniamo fondamentale che l&#8217;amministrazione comunale dica con chiarezza quali risultati siano stati raggiunti fino ad oggi&#8221;, hanno sottolineato i rappresentanti di Umbria Civica. Continueremo a portare avanti le nostre battaglie con presenza costante sul territorio e ascoltando ogni giorno le esigenze reali dei cittadini&#8221;, ha concluso Bartolini.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Pubblicato il bando per il rilancio delle acque Sangemini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 10:29:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Avviata la proceduta per l’assegnazione della concessione dei giacimenti di acque minerali del bacino Sangemini]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un passaggio strategico fondamentale per rafforzare il marchio <strong>Sangemini</strong>, generare ricadute economiche per il territorio e dare un concreto beneficio alle comunità locali”. Lo dichiara il consigliere regionale del PD e presidente della Prima commissione,<strong> Francesco Filipponi.</strong><br />
“La pubblicazione del bando per l’assegnazione della <strong>concessione dei giacimenti di acque minerali del bacino Sangemini</strong> – evidenzia Filipponi &#8211; segna l’avvio di una procedura tanto attesa quanto rilevante per lo sviluppo territoriale, che mette al centro dell’operazione sostenibilità e tutela occupazionale dei lavoratori. Ritengo molto importante anche la premialità per chi deciderà di investire sullo sviluppo termale. Per questo risultato – conclude il consigliere di maggioranza – ringrazio il lavoro della Giunta e, in particolar modo, l’impegno e la costanza dell’assessore all’ambiente e alla programmazione territoriale Thomas De Luca”</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Scagionato l&#8217;ex Preside del Ciuffelli-Einaudi di Todi: &#8220;il fatto non sussiste&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 16:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Todi]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria]]></category>
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					<description><![CDATA[E' stato il pubblico ministero, ovvero l'accusa, a chiedere l'archiviazione del caso e il non luogo a procedere; l'avvocato Nicola Pepe: "oggi riaffiorano la verità dei fatti e con essa la dignità della persona"]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il professor Marcello Rinaldi, già dirigente scolastico dell&#8217;Istituto Ciuffelli-Einaudi di Todi, è innocente. Lo ha stabilito stamani <strong>il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Spoleto che ha disposto, su proposta del pubblico ministero, ovvero il rappresentante dell&#8217;accusa, l&#8217;archiviazione del caso e il non luogo a procedere perchè il fatto non sussiste</strong>. Smontata quindi l&#8217;accusa e tutta l&#8217;indagine, partita da una lettera anonima, probabilmente per mano di qualche persona legata all&#8217;istituto che avrebbe voluto vendicarsi di qualche richiamo per delle condotte non corrette.</p>
<p>&#8220;L&#8217;esito &#8211; precisa una nota del legale difensore del professor Marcello Rinaldi, l&#8217;avvocato Nicola Pepe &#8211; che <strong>restituisce piena dignità a un Dirigente scolastico di assoluto valore, al suo operato e al servizio reso</strong> in questi anni alla comunità scolastica tuderte ed umbra&#8221;.<br />
Il riferimento indiretto è al <strong>fango che per oltre tre anni è stato gettato su Rinaldi</strong> e del quale alcuni potrebbero essere presto chiamati a rendere conto, dentro e fuori il sistema scolastico, con false testimonianze o post denigratori e diffamatori.</p>
<p>&#8220;Questa decisione  &#8211; prosegue l&#8217;avvocato Pepe &#8211; conferma<strong> il valore della giurisdizione, sia requirente sia giudicante, quando è guidata dal rigore dell’approfondimento e dall’equilibrio della valutazione</strong>. Va riconosciuto al Pubblico Ministero di aver colto, con grande attenzione e sapienza, la solidità delle argomentazioni difensive, superando così il primigenio teorema accusatorio&#8221;.</p>
<p>&#8220;Dopo una prima fase molto delicata ed impegnativa, <strong>oggi riaffiorano la verità dei fatti e con essa la dignità della persona&#8221;,</strong> conclude l&#8217;avvocato Nicola Pepe.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Centro culturale islamico di Marsciano: &#8220;serve chiarezza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Consiglieri Comunali di opposizione del Comune di Marsciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 13:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marsciano]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[I gruppi di opposizione chiedono che l'Amministrazione faccia finalmente piena chiarezza sulla reale destinazione dell'immobile; presentata una diffida formale al sindaco per far luce sulla vicenda]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Consiglieri Comunali dei gruppi di opposizione del Comune di Marsciano – Manuela Taglia e Roberto Lepanti (Fratelli d&#8217;Italia), Francesca Mele (Lega), Rosa Angela Eufemia Monni (Lista Civica Mele Sindaco), Andrea Pilati (Forza Italia) &#8211; intervengono a seguito dell&#8217;inaugurazione del cosiddetto &#8220;Centro Culturale Medio Tevere&#8221; di domenica scorsa in via Vibi 11, nella zona industriale nord della città.</p>
<p>La vicenda nasce nel 2018, quando l&#8217;Associazione Culturale Islamica Medio Tevere acquistò due capannoni situati in area artigianale-industriale, presentando successivamente una richiesta di variante urbanistica per la realizzazione di una moschea. Richiesta che venne rigettata dal Comune in quanto incompatibile con la normativa urbanistica vigente.</p>
<p>Negli anni successivi sono stati autorizzati esclusivamente lavori di ristrutturazione e un cambio d&#8217;uso parziale collegato ad attività accessorie di natura artigianale. Tuttavia, quanto avvenuto nel tempo sembrerebbe raccontare una realtà diversa.</p>
<p>Da mesi, infatti, i locali risultano frequentati da numerose persone e durante il periodo del Ramadan si sono svolti incontri e momenti di aggregazione religiosa all&#8217;interno di un immobile che, secondo le autorizzazioni conosciute, non risulterebbe destinato né strutturalmente né urbanisticamente ad ospitare attività di questo tipo.</p>
<p>È proprio questo il punto politico e amministrativo che oggi non può essere ignorato: non è accettabile che si continui a far finta di non vedere situazioni che pongono interrogativi evidenti sul rispetto delle norme urbanistiche, sulla sicurezza e sulla destinazione reale degli spazi.</p>
<p>Un capannone artigianale non può automaticamente trasformarsi in un luogo destinato ad accogliere un elevato numero di persone senza le necessarie verifiche relative ad agibilità, sicurezza, prevenzione incendi e conformità urbanistica.</p>
<p>Ancora più grave appare il comportamento dell&#8217;Amministrazione Comunale, che fino ad oggi ha mostrato un atteggiamento di sostanziale tolleranza politica e amministrativa, senza intervenire con la necessaria chiarezza rispetto a situazioni che meritano invece controlli puntuali e trasparenti.</p>
<p>Per tali ragioni, i gruppi di opposizione hanno già provveduto a presentare una diffida formale, regolarmente protocollata, indirizzata al Sindaco e alla maggioranza comunale, chiedendo verifiche immediate e atti chiari sulla situazione dell&#8217;immobile e sulle attività in esso svolte.</p>
<p>Nessuno mette in discussione la libertà religiosa, che deve essere garantita a tutti nel rispetto della legge. Ma proprio perché le regole devono valere per tutti, non possono esistere scorciatoie, ambiguità o silenzi istituzionali davanti ad attività svolte in immobili che risultano autorizzati per finalità differenti.</p>
<p>Per questo i gruppi di opposizione chiedono che l&#8217;Amministrazione faccia finalmente piena chiarezza sulla reale destinazione dell&#8217;immobile, sulle attività svolte fino ad oggi e sulla conformità delle stesse rispetto alle normative vigenti, assumendosi davanti alla città tutte le responsabilità politiche e amministrative del caso.</p>
<p>L&#8217;opposizione, in maniera compatta e condivisa, annuncia inoltre che saranno intraprese ulteriori azioni politiche e istituzionali comuni, coinvolgendo anche le forze civiche e politiche non presenti in Consiglio Comunale, affinché venga garantito il pieno rispetto delle regole, della trasparenza amministrativa e della sicurezza per tutta la comunità marscianese.</p>
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