L'untore che trasmette la malattia da un ulivo all'altro in Puglia, mettendo a rischi sradicamento già 600mila piante, sembra essere un insetto della famiglia delle cicadidi
cicala

La strage degli ulivi che in Puglia minaccia 600mila piante e che sembra potersi estendere con velocità, potrebbe portare anche allo sterminio delle cicale.
Il parassita responsabile dell’ ingiallimento della chioma e accartocciamento delle foglie oltre a un progressivo imbrunimento interno del tronco, per cui l’unica soluzione è lo sradicamento della intera pianta sarebbe, infatti, un insetto della famiglia delle cicadidi, una comune cicale che succhia la linfa da un albero malato e ripetendo l’operazione su un altro albero lo contamina.

L’assessore regionale pugliese all’agricoltura ribadisce che “Nessuno, né in Italia né in Europa, sta comprendendo la gravità della questione. Il ministro dell’Agricoltura, Nunzia De Girolamo, ci ha promesso un intervento, ma aspettiamo che lo concretizzi in atti e risorse. Non abbiamo tanto tempo.
Ma un aiuto potrebbe venire dagli Usa.
Due esperti dell’università californiana di Berkeley sono in arrivo nel Salento allo scopo di individuare con certezza quali siano gli insetti vettori della malattia e quali i mezzi più opportuni per arginare il problema.

Il ruolo della cicala nel propagarsi della infezione potrebbe essere decisivo, visto il grande traffico di mezzi e merci, sulle quali l’insetto potrebbe facilmente trovare un passaggio verso altre zone, così come la vespa cinese del castagno ha attraversato gli oceani

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