La convocazione del Consiglio comunale di Todi di venerdì 9 ottobre è caduta nel vuoto. La massima assise cittadina è andata deserta causa il mancato raggiungimento del numero legale.
A disertare gli scranni tutti i rappresentanti del centrosinistra ed anche lo stesso Sindaco.
Tutto come anticipato il giorno primo da un articolo del Corriere dell’Umbria, nel quale si “prevedeva” l’assenza dei tre consiglieri del Partito Socialista. Tre assenze che, unite a quella prevedibile del consigliere Giorgi, da lungo tempo ormai in rotta con la Giunta Rossini (ma che nell’occasione si è invece presentato), e a quella per cause di forza maggiore di un esponente Pd, non avrebbero consentito lo svolgimento del Consiglio a meno del soccorso di qualcuno dell’opposto schieramento.
Venerdì è andato tutto come annunciato. La seduta non si è potuta tenere, con anche gli altri rappresentanti del Pd e lo stesso Sindaco che non si sono presentati in aula.
Immediate le reazioni politiche, tutte pubblicate nella pagina delle lettere, con due interventi dell’opposizione che sottolineano come le divisioni interne al centrosinistra stiano danneggiando la città sancendo definitivamente il fallimento dell’Amministrazione Rossini.
Nelle file della maggioranza si fa sentire anche il Gruppo Consiliare Socialista, che spiega la sua assenza quale reazione all’inattività registrata nel porre in atto una verifica politica più volte sollecitata per rilanciare l’azione amministrativa.
Verifica che, pur condivisa a parole dal Pd e dallo stesso Sindaco, non è stata mai aperta. Da qui l’avvertimento e la nuova richiesta a procedere ad un incontro prima del prossimo Consiglio comunale convocato per martedì 13 ottobre.
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