Situazione politica magmatica in continua e rapida evoluzione sia nel centrosinistra che nel centrodestra, per non dire dei movimenti civici
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Con l’arrivo dell’autunno Todi è entrata nella stagione pre-elettorale che porterà, entro la prima metà del 2017, al voto per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale. In realtà si tratta di un’accellerazione, poichè è ormai da oltre un anno – ovvero dall’indomani del deludente risultato alle elezioni regionali – che l’Amministrazione Rossini è entrata in fibrillazione politica, con tanto di mini-rimpasto di Giunta.

Al momento la situazione è pressapoco questa. La coalizione di centrosinistra, che vinse le elezioni con poche centinaia di voti di scarto, non c’è più.
Il Partito socialista si è diviso in due tronconi, uno che fa riferimento a Massimo Buconi ed Emidio Costanzi e l’altro, benedetto dal segretario regionale Silvano Rometti, a Luca Pipistrelli e Pierleonardo Provenzani, al momento l’uno contro l’altro armati e pronti alla conta, con evoluzioni per ora non facilmente prevedibili.

La lista “I valori della sinistra” (SEL, Rifondazione e l’Idv) si è sciolta nelle mani di Rossini come neve al sole, con il consigliere dell’Italia dei valori, Mauro Giorgi, che è uscito quasi subito dalla maggioranza, con Sinistra ecologia e libertà che ha fatto perdere le tracce di qualunque attività poco dopo e con Rifondazione comunista alle prese con una crisi di identità.

Rimane il Partito Democratico, asse portante dello schieramento, che ha in quota il Sindaco. E qui la situazione si fa complicata, perchè una parte del Pd si è mostrato perplesso nei confronti dell’attuale primo cittadino, contrastando una sua ricandidatura automatica e chiedendo un rinnovamento, di cui le primarie di coalizione dovrebbero essere un passo obbligato.

Nelle ultime settimane gli incontri aperti e le riunioni chiuse si sono infittite, ma la convergenza sembra al momento ancora lontana, con Rossini che ha promosso per sabato 15 ottobre un’iniziativa pubblica autonoma, mentre nel frattempo gira voce che una decina di esponenti di rilievo del partito, tra cui alcuni consiglieri comunali ed assessori, avrebbero elaborato un documento interno fortemente critico nei suoi confronti.

Sugli altri fronti il quadro è ugualmente magmatico. Un punto ormai assodato è il definitivo lancio della candidatura di Floriano Pizzichini alla testa di due, forse tre, liste civiche, con la diffusione di una cinquantina di nomi che hanno già aderito ad un progetto di governo della città alternativo all’esistente.

Il problema, per Pizzichini, sta in questo caso nella difficoltà a far convergere sul suo nome e sulla sua proposta i partiti del centrodestra – Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord – attualmente all’opposizione e determinati ad esprimere delle proprie candidature.
I nomi? Da quello dell’ex sindaco Antonino Ruggiano a quello di Claudio Ranchicchio o Raffaella Pagliochini, ma il processo di selezione sembra ancora non maturo.

Poco si sa, al momento, di “Rinascimento Tuderte”, un’altra sigla civica nata in parte dalla diaspora di “Aria Nuova per Todi” e comparsa sulla scena con un paio di documenti nei quali si sollecitavano le primarie e l’apertura dei partiti alla società civile. Hanno una traiettoria politica già definita, come alcuni sostengono, oppure sono un soggetto fluido che deve ancora prendere posto nell’agorà? Non è ancora dato saperlo.

A completare il frastagliato panorama c’è il Movimento 5 Stelle, la cui presenza nel dibattito politico cittadino è stata negli ultimi due anni a corrente alternata, con una forte incisività su alcune questioni (variante commerciale di Ponterio e modifiche al Prg, perdita delle mongolfiere e politica turistica in genere) e meno presenza su altre.
Salvo i nomi degli attivisti della prima ora, non si sa molto altro della squadra e del possibile candidato sindaco dei pentastellati tuderti, i quali si dichiarano fiduciosi di poter intercettare ed interpretare la voglia di cambiamento degli elettori.

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