mercoledì 13 dicembre 2017

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Dopo aver raccontato l'attività come docente e vicario, un secondo libro autobiografico narra gli anni della dirigenza scolastica in quattro diversi istituti d'istruzione
Una vita da Preside, firmato G. Ruggiano

E’ pronto a fare la sua comparsa in libreria “La mia vita da Preside”, nuova pubblicazione di Giovanni Ruggiano, il quale dà così naturale prosecuzione alla sua opera prima – Io e il Preside: note di vita in cattedra – uscita giusto un anno fa.
Se la sua precedente fatica era infatti tutta concentrata sull’attività di docente e vicario, concludendo il racconto proprio il giorno della nomina a Preside, il libro in uscita riprende il filo della narrazione da quello stesso momento, ovvero dall’insediamento nella nuova posizione dirigenziale.

Anche stavolta la scelta dell’autore è quella di ripercorrere la carriera per episodi, seguendo l’ordine cronologico degli avvenimenti, quasi si trattasse del diario di bordo di quegli anni. Ecco dunque il primo incarico in un liceo umbro, cui era stato appena aggregato un istituto magistrale, al quale seguirà, appena un anno dopo, il ritorno “a casa”, ovvero all l’Istituto Tecnico per Ragionieri e Geometri “Einaudi” di Todi, nel quale aveva a lungo insegnato e ricoperto il ruolo di vicario e dove “ritrova” la moglie Brunella, anche lei docente storica di quella scuola.

Anni belli e tormentati al tempo stesso, come Giovanni Ruggiano rievoca non tralasciando di citare qualche disavventura amara, approdata addirittura in un’aula di tribunale, trattato “come il peggiore dei delinquenti”, e terminata con la piena assoluzione. Aneddoti seri, insomma, si alternano nel libro a quelli più scansonati e divertenti, che restituiscono ai tanti che lo hanno conosciuto lo spirito goliardico proprio del protagonista di questa particolare autobiografia.

La parte centrale del volume è dedicata al trasferimento nel profondo nord per guidare “da terrone” un importante istituto trentino. Occasione di nuove soddisfazioni professionali ma anche di solitudine e di lontananza dalla famiglia, che pur restando sempre sullo sfondo del racconto non si limita a fare da semplice “quinta scenografica” ma fa sentire con forza e discrezione al tempo stesso la sua presenza, costituendo un riferimento “polare” nei momenti più difficili ed in occasione di scelte delicate.

Buona metà del libro (118 pagine, 10 euro, Tau Editrice) è riservata all’ultima tappa, quella da Preside del prestigioso Istituto Agrario di Todi. Di nuovo a casa, dunque, stavolta in una scuola dalle tante peculiarità, spunto per nuove esperienze e nuove gustose situazioni, passando per la fondazione dell’associazione degli ex allievi e per le celebrazioni del 140esimo del “Ciuffelli” alla presenza del Ministro dell’Agricoltura ma anche per momenti di gestione più o meno quotidiana della scuola, del convitto e dell’azienda agraria.

Come nella precedente pubblicazione, Ruggiano scrive in prima persona senza mai citare i nomi e cognomi di quanti ha incrociato in questi suoi anni da Preside, tratteggiandoli quasi sempre con simpatia ed affetto, altre volte invece senza trattenere l’umana antipatia. Il racconto si chiude la mattina del primo settembre 2009, seduto in cucina, richiamato in casa dalla moglie: “Da ora ti dedicherai soprattutto a me e ai nipoti”. “Ero ormai un ex Preside”, chiude con finta malinconia l’autore.

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