Solo "occasionali abbandoni di rifiuti" e presto nuove modalità di raccolta dei rifiuti

Nei giorni scorsi,su questo sito abbiamo riportato che “Un mese fa la Corte europea di giustizia del Lussemburgo ha condannato l’Italia contestandole la violazione delle norme europee sullo smaltimento dei rifiuti e l’esistenza di 4.866 discariche abusive o non controllate, presenti in 15 regioni. Tra queste l’Umbria, con 157 discariche.
La Regione ora ribatte col seguente comunicato che riportiamo integralmente.
<< “Sul territorio regionale non ci sono 157 discariche abusive”. E’ quanto sostiene l’assessorato all’ambiente della Regione Umbria in riferimento ad alcune notizie apparse sulla stampa locale. Nell’anno 2002 – spiegano in assessorato – il Corpo Forestale dello Stato ha avviato sul territorio nazionale un’attività di verifica e controllo, individuando in Umbria 157 “discariche abusive”, ma molte regioni, tra cui la stessa Umbria, evidenziarono che nella quasi totalità dei casi si trattava di “occasionali abbandoni di rifiuti”, per lo più di natura urbana, cosa ben diversa – sostengono in assessorato – dalle discariche abusive.
Dal 2003, la Regione Umbria, avvalendosi della collaborazione di Province e Comuni, ha immediatamente attivato tutte le azioni necessarie alla verifica ed al monitoraggio sul territorio regionale delle situazioni censite dal Corpo Forestale, al fine di provvedere alla rimozione e smaltimento dei materiali rinvenuti e all’individuazione dei responsabili. Recentemente inoltre, in relazione alla procedura di infrazione avviata a seguito del censimento del Corpo Forestale, si è comunicato al Ministero dell’Ambiente che sul territorio umbro ci sono attualmente due situazioni in sospeso, peraltro in fase di ripristino. Per una di queste l’amministrazione competente ha già provveduto a stanziare i fondi necessari per la corretta rimozione e l’idoneo smaltimento dei materiali rinvenuti. Per l’altro sito, l’amministrazione comunale interessata ha invece provveduto ad intimare al proprietario l’adempimento delle opere di bonifica ed in caso di inadempienza provvederà alla rimozione, in sostituzione del privato, nel rispetto della normativa vigente.
Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti negli impianti regionali – proseguono all’assessorato regionale all’ambiente -, i dati sulle volumetrie disponibili delle discariche pongono l’Umbria in una situazione ben lontana dalla emergenza presente in altre Regioni d’Italia, consentendo alla Regione di provvedere all’individuazione di adeguate politiche regionali sui rifiuti.
In Umbria è in vigore il “II Piano Regionale per la gestione integrata e razionale dei residui e dei rifiuti”, approvato nel luglio 2002 (Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n. 42, del 25 settembre 2002), il Piano Regionale per la gestione dei rifiuti speciali (Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n. 9, del 2 marzo 2005) e il Piano regionale per la bonifica delle aree inquinate (Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n. 36, del 1 settembre 2004), per cui non esiste alcun vuoto normativo in materia. E’ in atto la predisposizione del “III Piano Regionale per la gestione integrata e razionale dei residui e dei rifiuti”, per il quale sono state già avviate le procedure necessarie, gli incontri con gli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) e le Aziende di Gestione. Il Piano medesimo dovrà prendere in considerazione i mutamenti legislativi in corso (Legge 152/06, approvata dal precedente governo e in fase di revisione per evidenti incompatibilità con le norme europee) e aggiustare le previsioni del Piano precedere con le mutate esigenza della comunità regionale. In relazione a quest’ultimo aspetto, il nuovo Piano regionale dei rifiuti analizzerà sia le problematiche inerenti il contenimento dei rifiuti smaltiti in discarica sia la riduzione delle quantità complessive prodotte, attraverso l’incremento della percentuale di raccolta differenziata, attuando, anche, nuove metodologie, già efficacemente sperimentate in altri contesti territoriali e puntando l’attenzione su un più efficiente recupero dei materiali, soprattutto della frazione organica umida.
Lo smaltimento in discarica dovrà essere concepito come fase residuale mediante il perseguimento di politiche volte a destinare allo smaltimento quanto non fattivamente riutilizzabile in processi secondari o nel recupero energetico.
Tra i cardini del nuovo Piano sarà sicuramente presente una politica volta alla sensibilizzazione ed il coinvolgimento dei cittadini mediante attività promozionali di varia natura quali meeting tematici, percorsi formativi, opuscoli e campagne di informazione, in quanto la partecipazione fattiva della comunità è essenziale per il raggiungimento dell’obiettivo di una positiva chiusura dell’interno ciclo dei rifiuti.>>

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