In attesa del primo Consiglio comunale, il nuovo primo cittadino tuderte lavora alla formazione della Giunta e ai provvedimenti della svolta
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Antonino Ruggiano
 è stato investito della carica di nuovo sindaco di Todi da pochi giorni. All’ingresso nell’ufficio che è stato per nove anni di Catiuscia Marini – incontrata giovedì per il formale passaggio delle consegne ma anche per un breve confronto improntato ad un superiore senso di responsabilità e di rispetto delle istituzioni – ha ricordato con un pizzico di emozione che in quelle stanze c’era stato sia suo nonno paterno, segretario comunale negli anni Sessanta, che quello materno, impiegato presso il servizio tributi. Per prima cosa, ha fatto cambiare la disposizione dell’arredamento (la scrivania dà ora le spalle alla grande finestra che si apre su piazza Garibaldi, con il tavolo delle riunioni più vicino all’ingresso), “anche per riaprire alla sua piena fruibilità – ha spiegato – la porta di collegamento con il segretario comunale”. Subito dopo ha chiesto le chiavi del Municipio allo scopo di avere libero accesso al suo ufficio, “se necessario, anche di notte”.
Privo ancora del filtro di una segretaria personale (in attesa della nomina di una persona di sua fiducia), lo abbiamo incontrato a quattro giorni dalla vittoria elettorale e a due dal suo insediamento, circondato da una pressione quasi “fisica”: i contatti con i dirigenti ed il personale dell’ente, l’ordinaria amministrazione da sbrigare, la formazione della Giunta da definire, il Consiglio comunale da convocare, il rapporto con l’opposizione da chiarire.
Pur uscito da una campagna elettorale lunga e massacrante, il nuovo primo cittadino dà sfoggio di freschezza, rapidità e determinazione, pur cosciente delle enormi aspettative risposte su di lui. “Sì, è vero – ammette – avverto ancora di più in questi giorni le attese della città intera nei miei confronti, ma per me tutto ciò è un motivo di ulteriore motivazione”.
Prime impressioni? “Buone, decisamente. L’impatto con il personale è positivo, con un grosso spirito collaborativo, disponibilità, pazienza ed anche, lo devo sottolineare, una rigenerazione delle motivazioni legate all’avvio di un nuovo corso”.
Nel concreto? “I cambi della guardia non sono mai semplici. In questo momento si sommano le pratiche ordinarie, tanto più pressanti dopo una fase elettorale, all’esigenza di imprimere subito una svolta nella direzione giusta”.
Può anticipare qualcosa? “Ho in mente quattro-cinque iniziative da mettere in campo subito, ma in questo momento vi sono altre priorità da assolvere”.
Si riferisce alla Giunta? “Sì, ma anche alla convocazione del primo Consiglio comunale (la prima riunione è fissata per lunedì 2 luglio, ndr), in preparazione del quale ho avviato gli incontri con tutti i consiglieri eletti, sia di centrodestra che di centrosinistra”.
Per gli assessori, invece? “Posso solo dire che saranno sì, ovviamente, espressione delle forze politiche che mi hanno sostenuto, ma che intendo privilegiare innanzitutto le competenze. Sarà una Giunta di alto profilo, con la quale mi presenterò sereno in Consiglio comunale”.
Gioco di squadra, quindi? “Sicuramente. Sono per le ampie deleghe, in modo da poter dare una interpretazione diversa al ruolo del sindaco, figura che deve assolvere una concreta rappresentanza dell’ente verso l’esterno. Non intendo rimanere chiuso in ufficio giornate intere, ma al contrario darmi da fare fuori”.
Riuscirà a conciliare il tutto con la professione? “Sarò prima di tutto sindaco ed assicurerò un impegno costante in Comune. Con i soci dello studio legale avevamo già ragionato su tale prospettiva, ricevendo il pieno sostegno da parte loro”.

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