Altra manifestazione di poca coerenza dei partiti. Opposte le valutazioni sul calendario venatorio, proposto dalla Giunta Regionale dell’Umbria ed approvato a maggioranza in commissione consiliare, a seconda che la questione si guardi dalla nostra regione o dalla Lombardia. A giudizio dei rappresentanti della Cdl umbra, le motivazioni addotte dalla Giunta regionale, in merito all’obiettivo di realizzare sulla caccia un accordo più stretto, per una maggiore omogeneità, con le regioni confinanti, “costituiscono al momento soltanto mere intenzioni”.
A questo implicito avallo di un accordo interregionale si contrappone il responsabile del dipartimento Caccia di Forza Italia, il senatore Valerio Carrara per il quale «La Lombardia è liberal, l’Umbria è sempre più stretta dalla morsa rosso-verde. A fronte di una progressiva liberalizzazione della disciplina venatoria, che mira soprattutto ad eliminare quegli adempimenti burocratici esasperanti e spesso vessatori, operata da una regione importante come la Lombardia che vanta un alto numero di cacciatori, si contrappone l’atteggiamento della Regione Umbria che non smentisce, neanche in tema di caccia, il suo appellativo di Regione rossa».
Carrara aggiunge che «emerge con forza da queste due contrapposte decisioni consiliari, qual è lo schieramento che davvero tutela e raccoglie le esigenze del mondo venatorio in Italia. «In terra lombarda -sottolinea ancora il senatore di Forza Italia – le associazioni dei cacciatori e tutti i soggetti coinvolti nell’attività venatoria hanno ancora un peso e possono concorrere, attraverso un confronto serrato e costruttivo, a mettere in campo leggi rispondenti alle esigenze dei propri associati salvaguardando i diritti di tutti i cittadini».
«Viceversa in Umbria, ma così sarà anche per la Toscana, l’Emilia, le Marche e le altre regioni sotto ricatto dell’ala più oltranzista della sinistra, le norme approvate dal centrosinistra sono talmente inique per i cacciatori che -afferma l’esponente di Forza Italia – al contrario degli anni precedenti, il voto in Commissione non è stato unanime, con i partiti della Cdl che hanno votato contro le nuove riduzioni e limitazioni introdotte dalla maggioranza sotto evidente ricatto degli ambientalisti radicali».
«Non solo si dà vita ad un calendario venatorio pieno di contraddizioni e già duramente contestato, ma al danno rischia di aggiungersi la beffa per la reiterata volontà della Regione Umbria di introdurre, insieme alle altre ‘regioni rosse’ del centro Italia, un calendario venatorio congiunto per mettere così un pietra tombale -lamenta Carrara- sulle esigenze specifiche che ogni territorio ha in materia di caccia». Per Carrara «siamo di fronte al tentativo di estendere a tutte le regioni del centro Italia, Lazio, Toscana, Marche, Umbria, Emilia Romagna, nuove limitazioni e maggiore burocrazia a tutti gli appassionati cacciatori che non potranno far valere le proprie ragioni in un organismo astratto composto da ben cinque enti regionali».
- Redazione
- 9 Luglio 2007









