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Gli italiani maschi sono i più esposti perchè meno cauti nell'esporsi al sole
spiaggia

La ricerca dell’abbronzatura a tutti i costi può costare cara. Di pochi giorni fa la notizia della ragazza morta a seguito di un diffuso tumore alla pelle indotto dalla prolungata esposizione due ore al giorno alle lampade solari. Ma anche il sole naturale può far male ed a sorpresa i più esposti al rischio sono gli uomini. Gli uomini italiani – in controcorrente con la grande maggioranza degli europei – sono più esposti al tumore della pelle rispetto alle donne, invece più attente a proteggersi dai raggi solari. Il melanoma maligno (il tumore della pelle più grave) secondo le ultime stime a disposizione di Bruxelles, colpisce ogni 100.000 italiani il 9,78% degli uomini e il 7,68% delle donne, mentre la media europea si situa, sempre ogni 100.000 abitanti, all’8,69% per gli uomini e al 10,05% per le donne. I dati emergono in occasione del lancio da parte dell’Esecutivo Ue di una campagna per sensibilizzare gli europei al comportamento da tenere quando si espongono al sole. L’incidenza del melanoma è infatti triplicato negli ultimi 20 anni ed appare quindi necessario una presa di coscienza sulla necessità di assumere comportamenti preventivi adeguati. Un atteggiamento che viene però spesso frenato, sia perchè l’abbronzatura è percepita come un segnale di riuscita sociale, oppure perchè è da sempre un canone estetico incontestato, o più semplicemente perchè il sole è percepito come elemento naturale fonte di vita. Ciò non toglie che il rischio per la salute esiste e i commissari ai consumatori Meglena Kuneva e alla sanità, Markos Kyprianou, hanno invitato gli europei a tenere d’occhio le etichette sulle creme, latti e lozioni solari che acquistano. Da quest’anno infatti, ed entro la prossima estate, l’etichetta per i solari sarà più chiara e trasparente grazie alle nuove regole in vigore nell’Ue. Viene infatti definitivamente messa al bando la dicitura «schermo totale» o «protezione totale», in quanto – sostiene Bruxelles – «sono false perché nessun prodotto solare può offrire una protezione totale contro i raggi ultravioletti». Le maggiori novità vengono dai fattori di protezione indicati nell’etichetta. Solo quattro classificazioni saranno possibili: «Bassa protezione», «Media protezione», «Alta protezione», «Altissima protezione». Sulla confezione dovrà anche essere riportato il logo del fattore di protezione «UVA» minimo raccomandato, il quale garantisce che il prodotto solare acquistato è stato testato, ed è equilibrato per proteggere sia dai raggi UVB che sono causa di scottature, sia di quelli UVA che provocano l’invecchiamento e che insieme possono portare a conseguenze molto più gravi, per l’appunto il cancro della pelle.

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