Coldiretti e Codacons dell'Umbria danno il via ad un monitoraggio per controllare la corretta etichettatura e provenienza dei prodotti
juice

Controlli mirati per proteggere la salute dei consumatori, con verifiche a tappeto sul territorio: è quanto chiede con forza la Coldiretti dell’Umbria, che denuncia il problema delle troppe produzioni alimentari e non che arrivano nel nostro Paese seppur al di sotto degli standard minimi di qualità.
“Ancora una volta – afferma Coldiretti – ci ritroviamo ad affrontare emergenze sanitarie che ci fanno temere per la salute di tutti i cittadini-consumatori: a volte il pericolo è la diossina, altre, come in questi giorni, è quello di succhi di frutta, snack per ragazzi, frutta e ortaggi conservati di dubbia provenienza, che si vanno ad aggiungere a prodotti di consumo comune, quali dentifrici, giocattoli per bambini, cibo per cani e gatti. È sempre più forte quindi l’esigenza, oltre che di ulteriori controlli sulle importazioni – aggiunge Coldiretti – di un sistema di etichettatura obbligatorio che indichi con chiarezza la provenienza e l’origine di tutti gli alimenti, come elemento di trasparenza per produttori e consumatori e a garanzia della sicurezza alimentare”. È però necessario anche che quando le norme ci sono vengano rispettate: molto spesso ad esempio, mancano nei banchi di frutta e verdura le etichette con l’indicazione dell’origine, della qualità e delle varietà in vendita, come prescritto dal decreto legislativo 306/02.
È necessario evitare che i prodotti di importazione, realizzati spesso senza il rispetto delle stesse regole di carattere sanitario, ambientale ed etico, in nazioni dove le “maglie” dei controlli sono più larghe e dove vengono utilizzati fitofarmaci non consentiti in Italia, vengano confusi con le produzioni nostrane. “Non solo – ribadisce Coldiretti – è arrivato anche il momento di valorizzare i primati nostrani nell’agroalimentare: che dire infatti dell’obbligo per i ristoratori di proporre al consumo olio di oliva in contenitori etichettati? Un’occasione poco applicata e persa per valorizzare l’olio di oliva extravergine umbro, una delle indiscusse eccellenze agroalimentari regionali, sulle tavole dei ristoranti, degli agriturismi, mense scolastiche e ospedaliere e, più in generale, nei pubblici esercizi”.
Per tutti questi motivi Coldiretti e Codacons Umbria partiranno a breve con un monitoraggio su mercati ed esercizi commerciali, per verificare l’uso della corretta etichettatura negli alimenti, per capire se i cartellini vengono esposti e se la provenienza indicata sia corretta e, quindi, se la salute dei consumatori è tutelata.
L’intervento della Coldiretti dell’Umbria si conclude con la segnalazione dei prodotti “Made in China” sotto accusa: dentifricio, giocattoli per bambini, cibo per cani e gatti, pesce, snack per ragazzi, succhi di frutta, frutta e ortaggi conservati.

condividi su: