Sia per le auto che per i malati più spazi a disposizione: presto il completamento del trasferimento dei reparti rimasti a Monteluce

Finalmente andare all’Ospedale ex Silvestrini da parte dei cittadini, che non risiedono nelle zone del perugino servite dagli autobus urbani, sarà più agevole e si potrà fare a meno di preventivare un mezz’ora di ricerca di un problematico parcheggio. E’ stato infatti inaugurato un ulteriore spazio per 1.500 auto.
Intanto stanno per essere trasferiti al polo unico ospedaliero di Santa Maria della Misericordia gli ultimi 19 reparti, e i relativi 230 posti letto, ancora ospitati nella sede del policlinico di Monteluce. Il termine previsto è l’inizio del prossimo anno. Fra i reparti che verranno trasferiti – ha spiegato il direttore medico di presidio dell’azienda ospedaliera, Emilio Duca – alcune cliniche come geriatria, scienze oncologiche, chirurgia specialistica e il dipartimento materno-infantile (ostetricia e ginecologia, neonatale e terapia intensiva neonatale, pediatria), che da solo dispone di 110 posti letto e sarà il primo ad essere spostato, nel mese di settembre. «Il programma di trasferimenti è condizionato dalla logistica e dall’organizzazione – ha affermato Duca – che prevede l’allestimento degli arredi, delle tecnologie e il collaudo finale. Se tutto procede nei tempi stabiliti, il trasferimento verrà completato a inizio 2008».
Durante l’incontro con i giornalisti il direttore generale, Walter Orlandi, ha illustrato i numeri dell’azienda ospedaliera: 830 posti letto, 120 mila metri quadrati di superficie, 47 mila ricoveri l’anno, 18 mila interventi chirurgici, 2.900 dipendenti, 52 strutture complesse e 290 milioni di euro di bilancio, mantenuti in equilibrio di gestione nel 2006 e, sperano i dirigenti, anche nel 2007. «Abbiamo cercato di dare una risposta seria al problema dei letti aggiuntivì – ha detto Orlandi – e per questo è stata istituita l’area di degenza breve e intensiva, con 12 posti letto, per i quali transitano oltre 100 persone al mese».
«Anche la costruzione della nuova facoltà di medicina procede spedita – ha precisato il direttore sanitario Giuseppe Abbritti – e, una volta finita, permetterà alle grandi professionalità ospedaliere e universitarie di lavorare gomito a gomito”.

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